ROMA È entrato in vigore da poche ore e deve ancora iniziare il suo percorso parlamentare. Ma il decreto legge che contiene la manovra correttiva è già al centro dell'attenzione per le possibili modifiche, che toccano aspetti "pesanti" del testo e sono destinate a confluire - con tutta probabilità - in un maxi-emendamento da presentare già al Senato, quindi al termine della prima lettura.
Ieri Berlusconi ha avuto un lungo colloquio con Tremonti: il premier avrebbe intenzione di spiegare in prima persona la manovra in Parlamento. Dal punto di vista del Tesoro, ogni ritocco è condizionato al vincolo dell'invarianza dei saldi. In altre parole, maggiori spese o riduzioni di entrate dovranno trovare una copertura finanziaria equivalente.
Certamente nelle prossime ore faranno sentire la propria voce i vari soggetti che si ritengono colpiti dalle misure contenute nel decreto. A partire dagli enti locali, chiamati a contribuire al risanamento con 8,5 miliardi solo relativamente al Patto di stabilità interno. In prima fila ci sono le Regioni, alla cui guida si è di nuovo insediato il presidente dell'Emilia Romagna Vasco Errani, e all'interno del fronte regionale è particolarmente attivo Roberto Formigoni.
La Lombardia punta da una parte a limitare i tagli (che per una parte cospicua graverebbero sui suoi stessi bilanci), ma dall'altra pone anche il problema dei rischi per il federalismo, la cui attuazione dovrebbe partire da una base finanziaria decurtata. In realtà nell'ultima versione del decreto è stata inserita una norma per "sterilizzare" i tagli proprio ai fini del federalismo, ma si tratta per ora di un passaggio formale che dovrà trovare adeguata sistemazione contabile.
C'è poi il mondo del pubblico impiego. La Cisl, che finora non si è messa di traverso anche di fronte all'annullamento dei rinnovi contrattuali e alle altre norme che congelano di fatto le retribuzioni, vorrebbe qualche segnale di attenzione in particolare per gli scatti di anzianità della scuola. Il ministro dei Beni culturali dovrà decidere come ripartire i tagli al proprio settore; intanto restano in piedi le proteste di alcuni degli enti destinati ad essere sciolti, mentre alcune categorie (medici, farmacisti, magistrati) sono sul piede di guerra.
Un altro importante fronte aperto è quello degli immobili. La norma che consente ai proprietari delle "case fantasma" fotografate dall'Agenzia del Territorio (ma anche di quelle che hanno altri vizi catastali) di mettersi in regola, lascia ai Comuni la facoltà di agire per le irregolarità urbanistiche. Questo vuol dire che gli immobili "sanati" sotto il profilo catastale ma abusivi sotto quelle edilizio (presumibilmente la maggioranza) dovrebbero essere abbattuti o comunque perseguiti. Uno scenario che difficilmente si concretizzerà: è più probabile che in Parlamento venga definita qualche forma di condono.
Ieri intanto il Fondo monetario ha pubblicato sul proprio sito il testo completo del Rapporto scaturito dalla propria visita in Italia. Nel testo si sostiene che l'aggiustamento dei conti richiesto al nostro Paese potrebbe essere più pesante in caso di andamento meno favorevole dell'economia; questo giudizio però risale allo scorso 11 maggio e non tiene conto della manovra approvata nel frattempo, come ha spiegato lo stesso direttore esecutivo per l'Italia Arrigo Sadun. Ora le stime italiane, ha precisato Sadun, sono in linea con quelle del Fondo.