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Pescara, 26/04/2026
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Data: 03/06/2010
Testata giornalistica: Corriere della Sera
Napolitano: «L'equità della manovra dipende dal governo, non da me. «Non mi pronuncio nel merito: non posso e non intendo farlo»

ROMA - «Io posso solo auspicare che la manovra economica sia equa e attenta a tante esigenze, ma non la faccio io». Lo ha ricordato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano affermando che «c'è un decreto del governo che si è assunto la responsabilità e c'è il Parlamento che lo discute. Non mi pronuncio nel merito del decreto. Non posso farlo e non intendo farlo».

BERLUSCONI: «LA SPIEGO» - A quanto si apprende, Berlusconi durante il vertice governo-Pdl si sarebbe dichirato disposto a spiegare la manovra in Parlamento e che «è migliorabile in Aula, purché il saldo rimanga lo stesso».

ACCENNI - Il capo dello Stato ha spiegato che nei contatti che ha avuto con l'esecutivo ha messo «soltanto l'accento su alcune esigenze che corrispondono a principi fondamentali della nostra Costituzione». Si tratta dell'esigenza di promuovere la cultura, la ricerca, l'istruzione e la formazione al massimo livello, «condizioni per avere un futuro come Paese in Europa e nel mondo». Per quanto riguarda il confronto fra le forze politiche, il presidente ha sottolineato durante la sua passeggiata nei giardini del Quirinale aperti al pubblico per la festa del 2 giugno che «bisogna vedere, ci sono questioni su cui ci si intende di più, altre su cui prevale l'ostilità e la sordità reciproca».

STRAGI - Napolitano ha poi accennato anche alle stragi di mafia del1992-1993. «È ncessario sviluppare in modo efficace e convincente le indagini. È importante garantire la piena trasparenza dell'attività di tutti gli organi dello Stato, compresi i servizi di informazione. È importante che sul piano giudiziario si ricostruisca quello che ancora è possibile ricostruire, anche di un passato complicato e oscuro. Dal punto di vista giudiziario le indagini sono state riaperte sulla morte di Borsellino e sull'attentato alla Addaura. Non posso che augurarmi che abbiano uno sviluppo efficace e convincente. Il resto è memoria, storia, riflessioni che si incrociano».

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