Lettera dell'esponente del sindacato «nell'organismo direttivo pescarese ex leader come Roselli e Di Matteo»
PESCARA. «Scorrendo l'insieme dei componenti del nuovo organismo dirigente in questione appare evidente che la Federconsumatori di Pescara è retta da un monocolore Pd, una sorta di sequestro partitico davvero asfissiante per un'associazione che voglia presentarsi come libera e pluralista». Lo sostiene Mario Boyer (nella foto), del consiglio direttivo regionale della Cgil Abruzzo, in una lettera aperta al presidente della Federconsumatori nazionale, Rosario Trefiletti.
La presa di posizione di Boyer nasce dall'avvenuta elezione dei nuovi organismi dirigenti delle Federconsumatori provinciali di Pescara, Teramo, Chieti e L'Aquila.
«La nomenclatura politica pescarese ha preso di fatto nelle proprie mani le Federconsumatori d'Abruzzo», scrive Boyer, «in particolare la Federconsumatori di Pescara, operazione politica in questo caso direttamente avallata (con vero e proprio bisticcio di parole) dal vicepresidente Avallone. Non si può interpretare diversamente, salvo passare per imbecilli, la presenza nel ristretto organismo direttivo pescarese di personaggi politici di indiscusso peso politico locale e regionale e tuttora in attività, quali Marino Roselli e Donato Di Matteo, fino a ieri (cioè prima della recente vittoria elettorale in Abruzzo del centro-destra) indiscussi leader del Pd con incarichi esponenziali sia nella giunta che nel consiglio regionale».
«Ti prego di considerare», prosegue Boyer, «che per le ragioni esposte, la Federconsumatori abruzzese esce dal "bagno del rinnovamento" cui è stata sottoposta, sfigurata nella sua immagine di grande organizzazione sociale autonoma dai poteri economici e politici, e solo in quanto tale credibile e affidabile presso la cittadinanza dei consumatori».
«Sono certo che non resterai insensibile a quanto ti sto dicendo», cocnlude l'esponente della Cgil, «precisando che come uomo della Cgil considero non tollerabile che alcuno distrugga dalle fondamenta un soggetto sociale dai compiti democratici così rilevanti e decisivi, quale la Federconsumatori, che la nostra comune organizzazione sindacale di appartenenza, la Cgil, appunto, ha ritenuto di dover promuovere e in cui ci intestardiamo a volerci riconoscere».