No all'asse attrezzato a pagamento. Il Consiglio comunale ha approvato all'unanimità nella seduta di ieri - 26 presenti, 26 favorevoli - l'ordine del giorno proposto da Moreno Di Pietrantonio del Pd e sottoscritto alla fine da consiglieri di centrosinistra e centrodestra per scongiurare l'istituzione di un pedaggio sul raccordo autostradale che dall'uscita di Pescara Ovest-Chieti conduce al centro città e ai paesi collegati. Mettendo in premessa che «il governo ha previsto tagli all'Abruzzo per 200 milioni» e che «la città di Pescara sarebbe la più colpita da questo provvedimento», il documento invita sindaco e giunta «ad attivare tutte le iniziative più idonee e opportune presso al Regione e il governo nazionale, coinvolgendo anche la provincia, affinché il provvedimento venga bloccato». «Sarebbe una stangata con effetti disastrosi sull'economia cittadina» ha ribadito Di Pietrantonio, soddisfatto dell'approvazione bipartisan dell'ordine del giorno. Esito in verità scontato, tra l'altro questo di ieri in Consiglio comunale non è stato il solo pronunciamento della politica locale contro l'ipotesi del pedaggio sull'asse attrezzato: in Provincia i gruppi dell'Italia dei Valori e del Pd hanno presentato una mozione congiunta, sulla base delle stesse motivazioni del documento presentato in Comune, con la quale sollecitano la giunta del presidente Guerino Testa ad attivarsi per evitare questo ulteriore balzello di almeno un euro che tuttavia, la Gazzetta ufficiale è chiara, l'Anas è autorizzata ad introdurre sui raccordi autostradali «dal primo giorno del secondo mese successivo a quello di entrata in vigore del decreto». Confida nel buon esito dell'azione diplomatica e politica Lorenzo Sospiri, capogruppo Pdl in Comune, secondo il quale «non c'è nessuna decisione né alcun dispositivo per introdurre il pedaggio ma solo una vaga previsione: apriremo un confronto dialettivo con i nostri parlamentari per far loro comprendere che tale misura non è applicabile su Pescara».