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Pescara, 26/04/2026
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Data: 04/06/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Inchiesta di Napoli, la Iurato è indagata. L'accusa è di concorso in turbativa d'asta nell'ambito dell'indagine su appalti per la sicurezza

Da persona informata dei fatti a persona indagata, in poche ore, le tre che sono state necessarie alla Procura di Napoli, che sta indagando sugli appalti per caserme, telecamere e cittadella della Polizia, per rivolgerle domande sull'attività del marito, sulle procedure per la preparazione dei bandi e l'assegnazione degli appalti, sui margini di intervento dei funzionari della Questura napoletana. Giovanna Iurato, neo prefetto dell'Aquila, ma fino a poco tempo fa direttore centrale dei servizi tecnico logistici e della gestione patrimoniale del Dipartimento, è indagata a Napoli con l'accusa di concorso in turbativa d'asta, nell'ambito dell'inchiesta su alcuni appalti per la sicurezza, in cui è chiamata in causa anche Finmeccanica. La notizia, riportata ieri mattina da alcuni quotidiani, ha trovato conferma in ambienti giudiziari. La Iurato era stata ascoltata dai magistrati partenopei, il procuratore aggiunto Rosario Cantelmo e i sostituti Vincenzo D'Onofrio, Raffaello Falcone e Pierpaolo Filippelli, per oltre tre ore lunedì scorso, come persona informata dei fatti a proposito della gara per l'allestimento del Cen, il Centro elaborazione dati della Polizia. Un appalto da 37 milioni di euro per trasferire macchinari, software e strutture dalla caserma di via Conte della Cerra a quella di Capodimonte: se lo aggiudicò un raggruppamento temporaneo di imprese guidato dalla Elsag Datamat, società di cui il marito del prefetto è dirigente, ma non fu attuato. Dopo la deposizione, però, i pm hanno deciso di indagarla. Le sedi di Elsag e di altre società del gruppo sono state perquisite dalla Dia lo scorso 21 aprile; in quella circostanza sono stati sequestrati documenti definiti dagli investigatori di estremo interesse; proprio attraverso quei documenti, i magistrati sono risaliti a Giovanna Iurato. I dati relativi ad alcuni degli indagati, tra cui il manager Francesco Subbioni, furono copiati illecitamente, secondo l'accusa, dal sostituto commissario Giuseppe Savarese quando questi era in servizio alla Dia, forse per farne merce di scambio. La fuga di notizie, secondo i pm, ha danneggiato l'inchiesta. Per quella vicenda, Savarese è ora a giudizio. Nell'ambito delle indagini è stato convocato in procura il vice capo vicario della polizia, Nicola Izzo, che è stato questore di Napoli alla fine degli anni Novanta.
La Iurato, sulla vicenda, non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione, nè ha voluto commentare quanto apparso sul "Riformista" di ieri, che le ha dedicato molto spazio, ricordando le frasi dette nel giorno dell'insediamento («l'entusiasmo, la determinazione e la concretezza, che mi appartengono come donna, sono a disposizione della comunità e dei cittadini di questa provincia per sostenere il processo di ricostruzione»); l'amicizia con la presidente del senatori del Pd Anna Finocchiaro, che l'ha difesa quando il Viminale, forse, ha avuto qualche dubbio sull'opportunità della nomina in seguito all'apparizione del nome del prefetto nella famigerata "lista Anemone" («Giovanna è una persona molto seria, competente e di grande trasparenza, la conosco dai tempi della scuola e non ho dubbi: è un funzionario dello Stato di grande valore») e le frizioni con il Governo sui tagli, operati l'anno scorso e relativi ai fondi per la sicurezza, quando la Iurato dispose l'interruzione alle manutenzioni di tutte le vetture della Polizia (circoscrivendo «le spese ai soli rifornimenti di carburante»). È una donna sicuramente dal carattere fortissimo, chiamata adesso a una dura prova e a fronteggiare chi vorrebbe che rassegnasse le dimissioni. «Non sono automatiche, così come non è automatica una eventuale sospensione» sono le sole frasi strappate negli ambienti della Prefettura.

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