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Pescara, 26/04/2026
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Data: 04/06/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Sindaco, assessori e consiglieri: è l'ora dei tagli. In forza del decreto Tremonti, il Comune di Chieti risparmierà oltre 100 mila euro all'anno

Gli stipendi d'oro degli amministratori comunali, come qualcuno le definisce, diventano di un metallo meno prezioso. Arrivano i "tagli" alle indennità del sindaco Umberto Di Primio, del suo vice nonché assessore Bruno Di Paolo, dei restanti sette membri della Giunta e i 40 consiglieri comunali. In virtù della "cura Tremonti", la spesa complessiva per l'attività degli amministratori comunali prevista nel bilancio 2010 in 815 mila euro, dovrebbe scendere di 100 mila euro. La cifra esatta si conoscerà appena l'Anci (l'Associazione nazionale dei comuni italiani) elaborerà le nuove tabelle che scaturiranno dai vari articoli del decreto legge 78 del 31 maggio scorso.
Lo stipendio mensile lordo del primo cittadino sarà di 4 mila 300, quattrocento euro in meno dell'attuale, con un taglio del sette per cento. Oggi il vice sindaco ha diritto a 3.500 euro mensili pari al 75% della indennità del sindaco; l'assessore nonché il presidente a 2.840 euro pari al 60% della indennità del sindaco. Ebbene, la cura dimagrante riguarderà anche loro, a cascata, con la stessa percentuale che per il Comune di Chieti è del sette per cento. Sforbiciata anche alle spese per i consiglieri comunali che il bilancio 2010 ha previsto in 630 mila euro (per sedute consiliari e delle commissioni permanenti).
La novità, rispetto alla prima stesura del decreto, è la totale abolizione del gettone di presenza (e, nei rari casi in cui il decreto non lo elimina, il gettone viene drasticamente ridotto, passando da 90 a 30 euro). L'emolumento spettante ora si chiama "indennità di funzione" onnicomprensiva di tutte le attività svolte e non potrà mai superare il quinto della nuova indennità del sindaco. Un consigliere comunale può incassare al massimo 750-800 euro lordi al mese (prima si poteva arrivare a mille e passa, a seconda del numero di "partecipazione" a sedute consiliari e di commissioni. E durante la passata amministrazione si sollevarono parecchie proteste per l'eccessivo, ingiustificato numero di sedute di qualche commissione. 750-800 euro mensili non sono pochi con i tempi che corrono. Ma il problema non è questo.
Il problema è se l'indennità è giustificata dal comportamento di chi ne gode. Quanti consiglieri (il discorso può valere anche per gli assessori) la meritano? Quanti di essi lavorano, s'impegnano, studiano gli atti, assicurano una presenza attiva alle sedute, anziché fare solo da comparse? Indennità indistinte. Invece dovrebbero premiare il merito.

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