Roma.-L'allarme è serio,con lo spettro del fallimento che aleggia sulle Ferrovie. Il primo semestre del 2006 si chiude nel peggiore dei modi: Trenitalia segna un risultato netto negativo di un miliardo e 22 milioni di euro, a fronte di una perdita nello stesso periodo del 2005 di 172 milioni. Previsioni fosche anche per il resto dell'anno con il 2006 che, per la società che si occupa del trasporto, potrebbe chiudersi intorno al miliardo e 700 milioni. Un risultato che sarebbe rimasto pesante anche in presenza di trasferimenti dallo Stato (tagliati nell'ultima Finanziaria), con 960 milioni di perdite.
Le cause di questa debacle nei conti di Trenitalia, sono da ricercarsi, secondo la società, «nell'incremento del costo del lavoro per 28 milioni di euro (+2,1%) e degli altri costi operativi per 304 milioni di euro (+22,2%), riconducibili principalmente alla manutenzione del materiale rotabile. Alla riduzione dei corrispettivi da Stato per 64 milioni di euro (-7,7%) e a maggiori accantonamenti per 276 milioni di euro per oneri di ristrutturazione, non inseriti nella previsione di budget del primo semestre».
Meno pesanti i risultati di Rete ferroviaria italiana. La società per la gestione delle infrastrutture chiude il semestre con un risultato netto negativo per 116 milioni di euro «a fronte di un risultato positivo nello stesso periodo del 2005 - ricordano le Fs - pari a 3 milioni di euro», con una previsione a fine anno di meno 418 milioni. Va per ricordato che se le risorse trasferite dallo Stato per la gestione delta rete fossero state pari a quelle previste «il risultato avrebbe mostrato un significativo utile, in continuità con gli anni precedenti».
I nuovi vertici di Fs dovranno fare i conti con una perdita giornaliera di 6 milioni di euro e un buco nel 2006 prossimo ai 2 miliardi. Una cifra insostenibile senza dei forti trasferimenti dallo Stato al gruppo presieduto da Innocenzo Cipolletta e guidato dall'ad Mauro Moretti, che ieri ha incontrato i sindacati. Ai quali ha indicato le linee guida delle (Fs nei prossimi anni: ovvero nuove iniziative sul fronte del rilancio, dalle offerte commerciali sia nel passeggeri che nel merci, con forti investimenti mirati nella rete e un rapporto rinnovato con lo Stato. E un occhio di riguardo per le grandi aree metropolitane, che dovranno essere servite "meglio, più spesso e con maggiore puntualità" sulla falsariga delle capitali europee.Proprio per risollevare le sorti di Fs già lunedì potrebbero scattare le nomine per le caselle mancanti dei vertici: la crisi profonda di Trenitalia non potrà che accelerare la sostituzione di Roberto Testore, con Vincenzo Soprano (direttore delle Strategie), che sembra avere il profilo adatto per affrontare la nuova sfida della società di trasporto vicina al tracollo finanziario. Mentre nel ruolo di ad di Rfi, dovrebbe arrivare Michele Mario Elia. Ora si attende un segnale forte del governo e la non rinviabile, energica, cura ricostituente, come richiesto ieri anche dal ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro: «Bisogna ricapitalizzare Trenitalia perchè altrimenti da un quadro di difficoltà si arriva ad una situazione di crisi».