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Pescara, 22/04/2026
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Data: 05/06/2010
Testata giornalistica: Il Centro
«Sulla riunione indaghi il Parlamento». Di Stanislao (Idv): il professor Boschi parlò del mistero del verbale

PESCARA. «Senza alcuna soddisfazione umana e professionale dico che erano giuste le argomentazioni da me messe in campo sull'operato della Commissione grandi rischi». A parlare è Augusto Di Stanislao, deputato abruzzese dell'Italia dei valori. Il 22 dicembre 2009, Di Stanislao depositò la proposta di istituzione di una commissione parlamentare di inchiesta sull'attività della Commissione nazionale per la previsione e la prevenzione dei grandi rischi in relazione al terremoto del 6 aprile 2009 in Abruzzo. Uno dei passi più interessanti della richiesta presentata da Di Stanislao riguarda il verbale della riunione, del 31 marzo 2009, della Commissione grandi rischi, quella al centro dell'inchiesta della procura aquilana. Le cose dette in quella riunione furono verbalizzate? E se sì, quando? Il professor Boschi, presidente dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, sostiene Di Stanislao, affermerebbe questo, in una lettera del 16 settembre: «Inizia alle ore 18.45 circa. La riunione è del tutto irrituale anche per la presenza di numerose persone a me sconosciute. Viene improvvisamente interrotta alle 19.30 da De Berardinis senza che sia stata concordata alcuna deliberazione e senza che sia stato stilato il verbale. (...) Per come la penso io la riunione del 31 marzo 2009 effettivamente non c'è stata». «Il 6 Aprile, dopo il terremoto, la Commissione Grandi Rischi viene riconvocata a L'Aquila. Mauro Dolce mi mostra un testo che riporta in maniera decisamente confusa, imprecisa e incompleta cose dette durante la riunione del 31 marzo 2009». Di quel verbale che riappare il 6 aprile, giorno del terremoto, Boschi parla anche in «Draquila», il film di Sabina Guzzanti sul terremoto all'Aquila. Sull'inchiesta, infine, è intervenuto, ieri, anche Pierluigi Mantini, parlamentare dell'Udc auspicando «saggezza e prudenza perché la prevenzione sociale in occasione di terremoti è questione scientificamente controversa». «Tuttavia», conclude Mantini, «all'Aquila è stato fatto davvero poco anzi, si rassicurata la popolazione senza alcuna motivazione».

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