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Pescara, 22/04/2026
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05/06/2010
Il Centro
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Appalti pilotati, bufera sul Viminale. Finmeccanica, il prefetto Iurato nel mirino della procura di Napoli per turbativa d'asta |
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NAPOLI. Il nome del prefetto dell'Aquila, Giovanna Maria Iurato, è nei documenti sequestrati il 21 aprile dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli nelle sedi delle 5 società che hanno formato il consorzio di imprese guidato dalla Elsag Datamat, di Finmeccanica. La Iurato, in qualità di responsabile dei servizi tecnico-logistici e della direzione patrimonio del dipartimento di pubblica sicurezza, avrebbe dato il via all'operazione Cen con la firma di una serie di atti. Un appalto da 37 milioni (i lavori non sono stati mai attuati) per la realizzazione a Napoli del Centro per la registrazione di immagini. Dopo il sequestro degli atti il nome della Iurato, insieme a quello del vice capo della polizia di Stato, Nicola Izzo, è stato inserito nel registro degli indagati. Turbativa d'asta l'ipotesi di reato contestata. Quello del Cen, che rientrava nel Piano sicurezza voluto nel 2007 dal governo Prodi, è stato un appalto pilotato secondo la Procura. Si ipotizza che una sorta di comitato d'affari abbia voluto agevolare il colosso Finmeccanica. Un appalto come quello per il Cen, sostengono i magistrati, avrebbe dovuto avere concorrenza e logiche al ribasso. Così non è stato, sempre stando alle accuse, e le alte sfere del ministero avrebbero avuto un ruolo chiave. L'appalto era secretato (procedura non consentita per operazioni oltre il milione di euro) e ha avuto un'unica offerta a trattativa negoziata. Quella della Elsag Datamat e delle consorziate Vitrociset spa, Engeneering ingegneria informatica spa, Cap Gemini Italia spa, Organizzazione impianti tecnologici (Oit). La commissione aggiudicataria espresse parere negativo. La Iurato continua a non commentare l'inchiesta. «Parlerà quando sarà il momento» affermano alla prefettura dell'Aquila, dove le telefonate dei cronisti vengono filtrate da Roberto Nardecchia. Parla invece Claudio Botti, il legale del prefetto Iurato. «Siamo solo all'inizio di una vicenda giudiziaria» commenta l'avvocato del Foro partenopeo che difende la Iurato insieme a Renato Borzone. «La mia impressione», prosegue Botti, «è che ci troviamo nell'ambito di una procedura amministrativa molto complessa. Ma da qui alla rilevanza di reati ce ne passa. E' in atto un percorso di verifica da parte della Procura e gli atti sono secretati. La dottoressa Iurato non ha contestazioni formali, ma ha saputo che era indagata dopo la deposizione resa lunedì scorso. E' scossa ma serena». La vicenda è venuta alla luce un paio di anni fa attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali (nelle quali non comparirebbe mai il nome della Iurato). I magistrati stavano indagando sull'imprenditore casertano Alfredo Romeo quando sono riusciti a captare una conversazione con l'ex provveditore alle opere pubbliche Mario Mautone. Si è arrivati così a indagare sugli appalti per il Piano sicurezza, che avevano un carattere d'urgenza per contrastare l'escalation di criminalità nel Napoletano. Il 21 aprile c'è stato il sequestro di atti nelle sedi romane, genoane e napoletane delle aziende che hanno risposto all'appalto per il Cen. Una decina gli indagati. Oggi negli uffici della Procura partenopea doveva essere ascoltato il vice capo della polizia Izzo, ex questore di Napoli. Ma la deposizione è saltata dopo le indiscrezioni di stampa. L'iscrizione nel registro degli indagati rappresenta per Izzo, come per la Iurato, un passaggio a garanzia. Lo hanno detto gli stessi magistrati che da ieri hanno deciso di blindare gli uffici per evitare altre fughe di notizie sull'indagine che scuote i piani alti del Viminale.
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