ROMA. Mentre crescono le proteste annunciate dalle categorie contro la manovra, Tremonti dal vertice G20 in Corea propone una misura straordinaria «per la libertà d'impresa» che porti alla sospensione di 2-3 anni delle autorizzazioni per le piccole industrie.
Un provvedimento pensato insieme a Berlusconi per cambiare l'articolo 41 della Costituzione dopo l'approvazione della manovra. Misura, spiega Tremonti, «non in contrasto con il federalismo fiscale» e basata su una «radicale e totale autocertificazione» per le pmi, ricerca e imprese artigiane con la verifica dei requisiti fatta dopo l'apertura. Intanto la protesta sulla manovra coinvolge numerose categorie. Il ministro Alfano accusa i magistrati di aver proclamato «uno sciopero politico» pur ammettendo che «i giovani magistrati» sono penalizzati. Ma il presidente dell'Anm, Luca Palamara replica: «Nessuno sciopero politico, rispondiamo a tagli punitivi». Mobilitazione anche di medici e dirigenti del servizio sanitario nazionale che hanno proclamato due giorni di sciopero il 12 e il 19 luglio, mentre Federfarma è già in stato di agitazione. Anche nella scuola c'è grande fermento: giovedì sono stati occupati simbolicamente gli ex provveditorati in tutte le province e ieri la protesta si è ripetuta negli uffici scolastici regionali. Anche gli scrutini sono in pericolo. Intanto la Cgil prepara la manifestazione nazionale di sabato 12 del lavoro pubblico e lo sciopero generale del 25 giugno. Magistrati in trincea. L'Anm deciderà oggi sciopero e giornate di protesta non per sottrarsi ai sacrifici, spiega il leader Palamara, ma contro «tagli punitivi e una situazione di iniquità che penalizza oltremodo i giovani magistrati, tema sul quale lo stesso ministro è d'accordo». Le misure del governo prevedono tagli del 25% dello stipendio ai magistrati di prima nomina. Solidarietà da Pd, Idv e Pdci. Sanità in pericolo. E' quanto denuncia l'intersindacale dei dirigenti del servizio sanitario nazionale che hanno deciso lo stato di agitazione con una giornata di protesta per il 16 giugno e due giornate di sciopero nazionale il 12 e il 19 luglio. Medici e dirigenti esprimono «forte dissenso» sulla manovra perchè determina «tagli inaccettabili per la sanità pubblica e gravi iniquità nei confronti dei medici, veterinari e dirigenti sanitari e amministrativi del servizio sanitario nazionale». La sanità viene colpita duramente, dicono i sindacati di medici e dirigenti. Il blocco del turn over determinerà una carenza di circa 20mila medici necessari per far funzionare ospedali e servizi territoriali. Saranno licenziati i precari nelle emergenze, sottratti 10 miliardi alle regioni sul fronte caldo dell'assistenza socio sanitaria. I veterinari denunciano l'espulsione dai servizi 2000 dirigenti e la Cgil medici teme l'allungamento delle «liste di attesa», e la penalizzazione dell'assistenza domiciliare e per i non autosufficienti. Lunedì i farmacisti decideranno la risposta a una manovra «economicamente insostenibile per le farmacie che rischia di farne chiudere un numero elevato».