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Pescara, 22/04/2026
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Data: 05/06/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Tremonti: deregulation per le imprese. Alfano ai magistrati: sciopero politico. Anche i medici si fermano per due giorni

ROMA. Mentre crescono le proteste annunciate dalle categorie contro la manovra, Tremonti dal vertice G20 in Corea propone una misura straordinaria «per la libertà d'impresa» che porti alla sospensione di 2-3 anni delle autorizzazioni per le piccole industrie.
Un provvedimento pensato insieme a Berlusconi per cambiare l'articolo 41 della Costituzione dopo l'approvazione della manovra. Misura, spiega Tremonti, «non in contrasto con il federalismo fiscale» e basata su una «radicale e totale autocertificazione» per le pmi, ricerca e imprese artigiane con la verifica dei requisiti fatta dopo l'apertura. Intanto la protesta sulla manovra coinvolge numerose categorie. Il ministro Alfano accusa i magistrati di aver proclamato «uno sciopero politico» pur ammettendo che «i giovani magistrati» sono penalizzati. Ma il presidente dell'Anm, Luca Palamara replica: «Nessuno sciopero politico, rispondiamo a tagli punitivi». Mobilitazione anche di medici e dirigenti del servizio sanitario nazionale che hanno proclamato due giorni di sciopero il 12 e il 19 luglio, mentre Federfarma è già in stato di agitazione. Anche nella scuola c'è grande fermento: giovedì sono stati occupati simbolicamente gli ex provveditorati in tutte le province e ieri la protesta si è ripetuta negli uffici scolastici regionali. Anche gli scrutini sono in pericolo. Intanto la Cgil prepara la manifestazione nazionale di sabato 12 del lavoro pubblico e lo sciopero generale del 25 giugno. Magistrati in trincea. L'Anm deciderà oggi sciopero e giornate di protesta non per sottrarsi ai sacrifici, spiega il leader Palamara, ma contro «tagli punitivi e una situazione di iniquità che penalizza oltremodo i giovani magistrati, tema sul quale lo stesso ministro è d'accordo». Le misure del governo prevedono tagli del 25% dello stipendio ai magistrati di prima nomina. Solidarietà da Pd, Idv e Pdci. Sanità in pericolo. E' quanto denuncia l'intersindacale dei dirigenti del servizio sanitario nazionale che hanno deciso lo stato di agitazione con una giornata di protesta per il 16 giugno e due giornate di sciopero nazionale il 12 e il 19 luglio. Medici e dirigenti esprimono «forte dissenso» sulla manovra perchè determina «tagli inaccettabili per la sanità pubblica e gravi iniquità nei confronti dei medici, veterinari e dirigenti sanitari e amministrativi del servizio sanitario nazionale». La sanità viene colpita duramente, dicono i sindacati di medici e dirigenti. Il blocco del turn over determinerà una carenza di circa 20mila medici necessari per far funzionare ospedali e servizi territoriali. Saranno licenziati i precari nelle emergenze, sottratti 10 miliardi alle regioni sul fronte caldo dell'assistenza socio sanitaria. I veterinari denunciano l'espulsione dai servizi 2000 dirigenti e la Cgil medici teme l'allungamento delle «liste di attesa», e la penalizzazione dell'assistenza domiciliare e per i non autosufficienti. Lunedì i farmacisti decideranno la risposta a una manovra «economicamente insostenibile per le farmacie che rischia di farne chiudere un numero elevato».

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