ROMA. Con la manovra Tremonti i lavoratori pubblici perderanno una media di 1700 euro all'anno. La manovra correttiva che sta per approdare in Parlamento blocca i contratti nazionali, congela gli scatti, impedisce la riconferma dei precari: una «macelleria sociale» che spaventa impiegati, medici, docenti che si tradurrà nel triennio in meno soldi nelle buste paga, un danno per le liquidazioni, un calo dei servizi ai cittadini, e il ritardo di un anno del diritto ad andare in pensione per chi ha raggiunto i requisiti.
Le buste paga risulteranno alleggerite. Nella scuola, secondo uno studio della Flc-Cgil, la perdita media a fine triennio sulla base dell'indice Ipca (indice europeo armonizzato dei prezzi al consumo) sarà di 1508 euro per i lavoratori della scuola, 1350 per quelli dell'università e 2166 per la ricerca. La manovra toglie 402 milioni già in bilancio per pagare l'indennità di vacanza contrattuale di tutti i pubblici dipendenti. Gli anni dal 2010 al 2012 non saranno utili per la maturazione di incrementi retributivi. Dal 2011 al 2013 il trattamento economico dei singoli dipendenti non potrà superare quello goduto nel 2010. Il blocco dell'anzianità avrà comunque effetti pesanti. Nel comparto scuola la perdita media annua sarà di 753 euro per il collaboratore scolastico, 978 per gli assistenti amministratvi, 1478 per il coordinatore amministrativo e tecnico, 2081 per direttore dei servizi generali e amministrativi, 1495 per i docenti di scuola elementare, 1730 per quelli della media e 1990 per docenti delle superiori. Il taglio dello stipendio non potrà essere recuperato e la carriera del personale della scuola sarà allungata di tre anni per legge. Sulle pensioni e le liquidazioni il congelamento degli stipendi compreso il salario accessorio, determinerà l'impossibilità per i pensionandi per i prossimi 5 anni di raggiungere la fascia retribuitiva superiore con una conseguente riduzione del 20% della pensione. Il blocco del turn over impedirà l'assunzione del personale precario. Le stime sono impressionanti: saranno licenziati 26.500 precari all'università e 1000 ricercatori mentre dal primo settembre altri 20 mila tra docenti e personale Ata si aggiungeranno ai 26 mila licenziati lo scorso anno nella scuola. I tagli ai magistrati prevedono 3254 euro lordi all'annio in meno per il congelamento delle classi sullo stipendio d'ingresso, e riduzione sino a 2640 euro a seconda delle qualifiche. Mediamente perderanno 1650 euro i dipendenti delle Regioni ed enti locali, 2360 quelli della presidenza del consiglio, 1645 quelli dei ministeri, 2040 quelli degli enti pubblici non economici, 1890 quelli delle agenzie fiscali. La manovra insiste anche sulle pensioni di anzianità e riguarderà almeno un milione di lavoratori dipendenti e autonomi che dovranno uscire dal lavoro un anno più tardi. E' il meccanismo «a scorrimento» che sostituisce le due finestre di uscita per l'anzianità e le quattro per la vecchiaia nel 2012 con un'unica finestra mobile. Chi in pratica maturerà il diritto ad andare in pensione nel 2011 lo potrà fare soltanto l'anno dopo. Per i lavoratori autonomi il periodo si allunga a 18 mesi. Per gli statali si deve aggiungere la rateizzazione della buonuscita che ha già convinto 1500 persone a fare domanda all'Inps prima dell'approvazione della manovra.