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Pescara, 22/04/2026
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Data: 05/06/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Accantonato il divieto di «spiare» gli 007. Accordo Letta-Alfano-D'Alema: se ne parlerà nella revisione della legge sul segreto di stato.

ROMA. Via dal disegno di legge sulle intercettazioni la norma sul segreto di Stato che vieta gli ascolti degli 007. L'emendamento, che ha provocato la rivolta dei magistrati e delle opposizioni e sul quale si sono concentrati i dubbi del Quirinale, finirà in un altro testo di legge.
La decisione, annunciata ieri dal sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega per i servizi segreti, Gianni Letta, è il frutto di un accordo raggiunto tra lui, il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, e il presidente del Copasir, Massimo D'Alema. Lo stralcio delle norme su segreto di Stato si aggiunge agli emendamenti del Pdl che fanno saltare il limite dei 75 giorni per le intercettazioni e segnano l'inizio di una nuova fase. «Diamo atto al governo di aver compiuto una scelta ragionevole che conclude una tormentata vicenda, nel corso della quale si sono registrate anche incomprensioni» dice Massimo D'Alema, per il quale la materia dei servizi segreti deve essere affrontata in uno spirito «bipartisan». Il compito di sottolineare il significato politico dello stralcio spetta a Gianni Letta, al quale Berlusconi ha affidato il compito di mettere in pratica i «suggerimenti» arrivati l'altro giorno del Quirinale. «Mi sembra la soluzione migliore perché consentirà di affrontare il problema nel quadro più ampio di una eventuale revisione della legge 124. E lo faremo, d'accordo con il Copasir» spiega Letta, per il quale «quando alle polemiche si sostituiscono la discussione e il confronto serio e responsabile, non è difficile arrivare a una soluzione per tutti accettabile o addirittura condivisa». E non è un caso se il consigliere più ascoltato del Cavaliere virgoletta l'aggettivo «accettabile» usato mercoledì scorso dal presidente Napolitano e annuncia che «presto» la commissione Granata concluderà i suoi lavori per quanto riguarda le modalità di accesso ai documenti per i quali, dopo 30 anni, proprio grazie alla legge 124, è venuto a cadere il segreto di Stato. La marcia di avvicinamento è confermata dal ministro delle Giustizia Alfano, che definisce il superamento del limite dei 75 giorni «un punto di equilibrio tra le esigenze delle indagini e l'esigenza di riservatezza». Lo stralcio dell'emendamento sugli 007 viene letto come una vittoria dell'opposizione dalla presidente dei senatori del Pd, Anna Finocchiaro («Se ci fossimo arresi alla forza, il Senato avrebbe già approvato un testo del tutto inaccettabile») ma non convince fino in fondo il senatore Casson, che denuncia «profili di incostituzionalità» e promette battaglia. L'attacco più duro è quello di Di Pietro per il quale gli emendamenti della maggioranza «sono solo una lavatina di faccia» che non cambiano l'obiettivo della legge: «Bloccare le indagini e cancellare il diritto di informazione». L'Udc vede invece la possibilità di un «accordo» con il Pdl e Casini si augura che ci siano «ulteriori passi in avanti». Un giudizio solo in parte positivo viene dall'Anm, che apprezza le modifiche introdotte ma conferma il «giudizio negativo» sull'impianto del provvedimento mentre l'Associazione nazionale dei funzionari di polizia assicura che il disegno di legge «si tradurrà in una corsa a ostacoli per gli investigatori» e i poliziotti del Silp-Cgil manifesteranno l'8 giugno davanti al Senato.

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