BRUXELLES. La ripresa dell'economia europea prosegue ma resta molto timida. La conferma arriva dai dati di Eurostat sul Pil del primo trimestre 2010, rimasto invariato rispetto agli ultimi tre mesi del 2009: +0,2%. A sorpresa a fare da traino è l'Italia, cresciuta più della media Ue: +0,5%, meglio di Germania, Francia e Regno Unito. «E' un dato che si commenta da solo», ha affermato soddisfatto il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, dalla Corea del Sud dove si trova per il G20 dei ministri delle finanze. Lo scenario generale non è proprio esaltante.
Anche perchè tutti gli Stati membri si apprestano a risanare con vigore le proprie finanze pubbliche, accelerando il taglio sia dei deficit accumulati in questi due anni di crisi sia della spesa pubblica, anche quella per gli investimenti. Questo genera molte preoccupazioni sul fronte della crescita. E' proprio l'allarme che è stato lanciato anche dai sindacati europei, per una bassa crescita che potrebbe avere pesantissime conseguenze sociali, rendendo strutturale una disoccupazione arrivata a livelli record. A discuterne saranno i ministri delle finanze europei che si ritroveranno a Lussemburgo lunedì e martedì con Tremonti. Si parlerà delle manovre taglia-deficit di Spagna e Portogallo, i Paesi dopo la Grecia considerati più a rischio. Probabile uno scambio di vedute anche sull'Italia. Secondo i dati di Eurostat nei primi tre mesi 2010 - Usa +0,8% e Giappone +1,2% - il Pil di Eurolandia e della Ue è rimasto stabile su livelli asfittici: +0,2% che - tra le più grandi economie europee - viene superato solo dall'Italia (+0,5%), che torna a crescere dopo il -0,1% dell'ultimo trimestre 2009. E fa meglio di Francia (+0,1), Germania (+0,2) e Regno Unito (+0,3%). Ma per Parigi e Berlino il Pil mette a segno il 4º trimestre consecutivo positivo. Torna il + anche davanti al Pil spagnolo, la Grecia resta in recessione (-0,8%).