PESCARA. Pier Nicola Teodoro, presidente della circoscrizione Porta Nuova, ha comunicato ai suoi consiglieri di rassegnare le deleghe. E' il gesto a cui è arrivato il fratello di Gianni, assessore poi estromesso, per difendere il patto pre-elettorale e far sapere al sindaco: «E' uno scorretto, voglio le sue scuse per aver detto che chi ostacola la maggioranza è fuori».
Così, ieri mattina, Pier Nicola Teodoro ha chiamato i suoi consiglieri di circoscrizione chiedendo loro di riporre le deleghe. «Ci riuniremo la prossima settimana, ma abbiamo un ottimo rapporto di collaborazione e credo che appoggeranno la mia decisione». A perdere le deleghe sarebbero 5 esponenti del Pdl e 4 di Pescara futura, ma per quale futuro? «Morto un papa se ne fa un altro», dice Teodoro, senza alludere a un eventuale passaggio all'opposizione ma andando a dare man forte, per il momento, all'unico consigliere comunale della Lista Teodoro, Massimiliano Pignoli, che da mesi chiede il rispetto dei patti pre-elettorali - intanto l'assessorato per un esponente della Lista Teodoro - e che è reduce da un lungo ostruzionismo in aula. Ma il sindaco Luigi Albore Mascia non si scompone e ammonisce i teodoriani, da Pier Nicola a Pignoli. «Pier Nicola Teodoro non è un consigliere comunale, può fare quello che vuole. Con Pignoli, invece, avevamo iniziato un percorso e c'era stata una tregua. Ma l'ha vanificata con il suo atteggiamento in consiglio». Pignoli, infatti, ha presentato un cumulo di emendamenti alla liberalizzazione delle licenze per bar e ristoranti, ritardando l'approvazione della delibera. La delibera, alla fine, è stata approvata e, come ricorda Mascia, «il provvedimento dell'assessore al Commercio Stefano Cardelli è stato approvato da 27 consiglieri, 21 della maggioranza e 6 dell'opposizione. Ma l'atteggiamento di Pignoli è stato incomprensibile. Avevamo iniziato un percorso ed è stato lui a volerlo interrompere. Sono io che, adesso, aspetto spiegazioni. Non ho mai detto che chi ha atteggiamenti diversi dall'amministrazione deve andare via, non sono io a decidere queste cose». Ma intanto, Pignoli rinsalda l'alleanza con il fratello del leader della Lista civica, che non ha digerito le parole di Mascia. «Il sindaco ci deve delle scuse». A perdere le deleghe, alla cultura, al commercio, all'urbanistica, sarebbero i consiglieri Guerino Pituzzi, Camillo Savini, Mario Di Pasquale, Francesco Salvatore, Alessandro D'Amico, Piero Stanchi e Roberto Ambrosini.