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Pescara, 22/04/2026
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Data: 05/06/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Dal terremoto ai rifiuti: sull'Abruzzo rischio mafia, denuncia del deputato pdl. Team spa, interrogazione a Maroni Toto chiede l'intervento del prefetto.

PESCARA - C'era l'assessore alla sanità Lanfranco Venturoni fino a pochi mesi sulla poltrona di presidente della Te.Am. Una società chiacchieratissima per colpa di tale Giovanni Faggiano amministratore delegato della Teramo Ambiente e di Enerambiente spa che detiene il 49% delle azioni dell'azienda dei rifiuti della città del presidente Gianni Chiodi. Avvocato finito nella maxi inchiesta sulla tangentopoli brindisina soltanto tre anni fa e condannato a un anno e quattro mesi per favoreggiamento. Ma Faggiano c'entra fino a un certo punto, nè c'entra Venturoni: i segnali e i sospetti sono altri e finiscono prima in un fascicolo della procura e poi in una interrogazione al ministro dell'Interno del parlamentare pidiellino Daniele Toto . Che arriva ad invocare un provvedimento del prefetto «inibitorio antimafia nei confronti di Enerambiente spa, socio di minoranza della Team Teramo Ambiente». Fa la storia della Team il deputato di Chieti, e parla di infiltrazioni ad ampio raggio e del rischio che la mafia in tutte le sue declinazioni, dalla camorra alla Sacra Corona alla 'Ndrangheta, abbia fatto dell'Abruzzo terra di saccheggio anche grazie al terremoto. Tre interrogazioni vanno in questa direzione ma l'ultima, la più allarmante, riguarda la società di rifiuti teramana. «Team è una società a capitale sociale - scrive Toto - di 1.291.000,00 euro, misto pubblico-privato, costituita nel 1995 per la gestione di servizi pubblici o di pubblica utilità, che prevalentemente opera nei settori della raccolta dei rifiuti urbani e della verifica degli impianti termici». Elenca Toto: soci di Team sono il Comune di Teramo per una quota pari al 48,50%, Mote e Ambiente spa, per il 2%, la Provincia di Teramo per lo 0,50 e la Enerambiente spa con sede a Venezia, già Slia Technologies srl, detentrice del 49% delle azioni della società. Secondo Toto amministratore delegato di Enerambiente è appunto l'avvocato Faggiano coinvolto in un' inchiesta sulla tangentopoli brindisina che portò all'arresto del sindaco e alla condanna di Faggiano. Più di una procura indagherebbe su Enerambiente spa «che comunque - scrive il parlamentare nella sua interrogazione - sarebbe comparsa in un elenco di fornitori di Saba Ecologia srl, un'importante società campana operante nel settore dei rifiuti, il cui nome è allegato a una interdittiva antimafia adottata, alcuni mesi fa, dal prefetto di Napoli nei confronti di quest'ultima società». Toto cita un articolo del Corriere del Mezzogiorno in cui Enerambiente viene definita come società «riconducibile a un personaggio, A.D.O., indicato quale anello di congiunzione tra i clan D'Alessandro di Castellammare di Stabia e la Sacra Corona Unita». Per tutti questi motivi il parlamentare chiede al ministro dell'Interno Roberto Maroni di verificare se le affermazioni del Corriere trovino «riscontro in attività di accertamento e se, in tale caso, detti elementi eventualmente disponibili non giustifichino l'adozione di un provvedimento prefettizio inibitorio antimafia nei confronti di Enerambiente spa socio di minoranza della predetta Team Teramo ambiente spa».Non è il primo segnale, non è il solo. Appena pochi mesi fa Toto aveva presentato un'altra interrogazione sull'inchiesta chiamata "Operazione Alba d'oro" condotta dalla Dia dell'Aquila che ha portato ad alcuni arresti e al sequestro di un complesso turistico di 2,5 milioni di euro finanziato con soldi «provenienti dal tesoro Ciancimino». Inchieste che si sommano agli allarmi delle procure e alla «allarmante sincronia con l'avvio degli interventi per la ricostruzione delle case temporanee all'Aquila», con il «cospicuo numero di imprese che col sistema del subappalto ottengono commesse» nei lavori del post-terremoto. Segnali, sospetti, connessioni: Toto chiede al governo di intervenire, di vigilare. Prima che sia troppo tardi.

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