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Pescara, 22/04/2026
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Data: 05/06/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
I dirigenti d'oro vanno "al massimo". Nuovo attacco di Giuliante. La proposta: un intergruppo per risolvere i problemi della gente

L'AQUILA- Continua a picchiare duro Gianfranco Giuliante. Non fa sconti a nessuno sui costi della politica che lo hanno messo in netta contrapposizione col governatore Gianni Chiodi, guadagnandogli il consenso della stessa opposizione. E ieri è tornato alla carica: troppi i dirigenti della Regione e degli enti ad essa collegati come l'Arta, troppe e troppo costose le consulenze, troppi gli interventi esterni che comportano dispendio di denaro pubblico. Qualcuno, nella maggioranza, dirà che il suo atteggiamento è in qualche modo strumentale. Che vuole fare l'assessore. Ma tant'è. Giuliante tira diritto e propone, sia pure a titolo personale, la formazione di un intergruppo che abbia l'adesione delle altre forze politiche per tentare di dare ai problemi una qualche soluzione «che sia in linea - dice - con l'emergenza attuale che richiede di cambiare la gestione della cosa pubblica come vuole la stragrande maggioranza dei cittadini». Giuliante spiega ciò che vuole, vorrebbe fare, non prima di aver dato atto al presidente del Consiglio Nazario Pagano di aver mantenuto l'impegno per un disegno di legge che diminuisce le indennità con un taglio del 10-15 per cento. Il progetto sarà depositato lunedì in Commissione, sia pure con un anno di ritardo. «C'è bisogno- dice il capogruppo del Pdl- di una strategia complessiva. Per questo propongo la creazione di un intergruppo bipartisan per ridisegnare la governance della Regione Abruzzo». Ma la lotta agli sprechi non è semplice. Non ci sono infatti soltanto gli stipendi d'oro dei politici. La realtà è più complessa «e un vero risanamento dei conti non è possibile se non si considera l'intera macchina burocratica». Poi accusa: «Quella che manca è una strategia complessiva. I sacrifici sono necessari e vanno fatti, ma quale Abruzzo vogliamo costruire? Non possiamo permettere che siano soltanto i tagli a delineare l'Abruzzo del futuro». I dati che Giuliante presenta sono eloquenti. «La Regione Abruzzo- dice- ha 121 dirigenti su un totale di 1.300 dipendenti. E cioè un dirigente ogni 11 dipendenti, uno ogni 11.000 abitanti, quando la Regione Lombardia ha un dirigente ogni 47.200 abitanti». E ancora. L'Arta, che è l'Agenzia regionale per l'Ambiente, ha 28 dirigenti e 200 dipendenti, con un rapporto, che Giuliante definisce "imbarazzante", di un dirigente ogni 7 dipendenti. Di più. Se si sommano i dirigenti e i dipendenti dell'Arta con quelli della Regione, il rapporto diviene 1 a 10. Ancora. «L'Arta- dice- spende per stipendi circa tre milioni di euro l'anno. E' stato calcolato che alcuni suoi dirigenti prendono uno stipendio annuo di 160.000 euro lordi, senza contare che i dirigenti della Regione percepiscono tutti, nessuno escluso, l'indennità-premio massima che è di 44.000 euro l'anno. Indennità che dovrebbe essere graduata da 11.000 a 44.000 euro, a seconda degli obiettivi raggiunti. Ma questa graduazione non avviene».

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