Tra gli imputati di falso, tentata truffa e rivelazione
di segreto c'è anche l'assessore provinciale Ruggeri
Le risposte ai quiz consegnate ai candidati la sera prima
delle prove. Lo scandalo che imbarazza il centrodestra
E' stato il primo scivolone giudiziario dell'attuale sindaco di Montesilvano Pasquale Cordoma: il primo di una lunga serie. Appena qualche mese dopo il suo insediamento il primo cittadino finisce invischiato nello scandalo dei concorsi sospetti all'interno del Comune. Favori agli amici di partito e della coalizione: l'ennesimo episodio di mala politica, mala amministrazione, mala gestione della cosa pubblica, che arrivava a pochi mesi dalla cancellazione della giunta Cantagallo, detronizzata dall'inchiesta "Ciclone" sul presunto malaffare in Comune. E insieme al sindaco, in questa vicenda giudiziaria, ci sono altri esponenti, anche di primo piano, della politica locale, iniziando dall'attuale coordinatore provinciale del Pdl Lorenzo Sospiri (all'epoca dei fatti presidente provinciale di Alleanza nazionale), per proseguire con l'ex assessore comunale Corrado Carbani, l'ex capogruppo di Forza Italia, Luigi Marchegiani e l'attuale assessoe provinciale Roberto Ruggeri. Una inchiesta che oggi il Pm Giampiero Di Florio ha chiuso con venti indagati fra cui anche la società Quanta (come persona giuridica), la società chiamata a gestire i concorsi finiti nel mirino della magistratura, e cioè per 2 posti di istruttori amministrativi, 8 istruttori tecnici, 3 istruttori direttivi amministrativi, 3 istruttori direttivi tecnici: concorsi per assunzioni a 18 mesi che poi, una volta entrata in ballo la magistratura, guarda caso, vennero saggiamente bloccati. Le accuse, contestate a vario titolo agli indagati, sono rivelazione di segreto d'ufficio, tentata truffa e falso.
Stando a quanto sostiene la procura, ci fu una vera e propria spartizione di posti pubblici. Il fenomeno più odioso in tempi di crisi e cassa integrazione alle stelle. Quelle risposte alle domande dei quiz del concorso, che la Quanta avrebbe dovuto tenere gelosamente segreti e rendere note soltanto al momento della correzione degli elaborati, finirono invece nella mani del sindaco Cordoma la sera prima del concorso. A consegnarle al sindaco, sostiene il Pm, fu Enrico Rotolo, funzionario della società Quanta. Per non fare un torto agli amici della coalizione che lo avevano appena sostenuto nell'elezione, Cordoma una volta consegnate le risposte a tre dei suoi protetti, pensa bene di farne partecipe Sospiri che si attiva a sua volta con i suoi amici. E Carbani e Marchegiani possono restare fuori da questa spartizione? Non sia mai detto, ed ecco che anche loro vengono accontentati. Insomma, una lottizzazione in perfetto stile prima Repubblica. Un passo falso del sindaco Cordoma che resterà "prigioniero" della sua coalizione tanto da finire sotto inchiesta (già sotto processo) per la defenestrazione dell'unico ingegnere del Comune per far posto al dirigente esterno Bellafronte Taraborelli, la cui nomina venne decisa in un pranzo con i vertici della coalizion. L'ingegnere (oggi in forza al Comune di Pescara) era stato presidente di una delle commissioni del concorso (ma mai indagato). E poi l'inchiesta per tentata concussione per la sostituzione della psicologa dell'Azienda speciale con un altro professionista. Per non parlare dell'inchiesta sulla Ecoemme e della sua apparizione in veste di testimone anche in "Sanitopoli", questa volta come certificatore dei crediti di Angelini.