I "lottizzati", e cioè i partecipanti ai concorsi farsa al Comune di Montesilvano, quelli che avrebbero dovuto beneficiare delle condotte illecite dei loro protettori, togliendo ogni possibilità ai circa 1300 partecipanti a quei concorsi, in un primo momento erano stati tenuti fuori dall'inchiesta. Poi il magistrato ha deciso di inserirli, contestando loro le stesse ipotesi di reato dei principali protagonisti della politica. E nel capo di imputazione il Pm mette i candidati direttamente in collegamento con i politici di riferimento. Ed ecco che il sindaco Cordoma, «dopo aver ricevuto il plico da Rotolo (Quanta) con le risposte ai quiz le consegna ("almeno", scrive la procura ndr) a Domenico Natale (peraltro primo dei non eletti al Comune per An) e Andrea Mariotti, inseriti nel corso per istruttori tecnici, e a Sabina Liberati Giancaterino che concorreva per il posto di direttore amministrativo». «Quindi - aggiunge il Pm - rivela le predette soluzioni a Lorenzo Sospiri che a sua volta provvedeva a trasmetterle ai candidati Graziano Dottore, Valerio Forcucci (che oggi lavora in Provincia nella segreteria dell'assessore Fabrizio Rapposelli, vice presidente della giunta provinciale), Laura Chiacchiera, Loredana Viggiani (madre del candidato Luca D'Onofrio), Cristina Pilotti Aielli, Roberto Ruggeri e Giuliana Smarrelli». Quindi Marchegiani, che aveva ricevuto le soluzioni dei quiz da Cordoma, come si sostiene nel capo di imputazione, le faceva recapitare a Renata D'Ignazio attraverso il padre di quest'ultima, Aurelio. E infine Carbani, messo a conoscenza delle soluzioni sempre dal sindaco, ne metteva al corrente i candidati da lui sponsorizzati, Marilena Bianchi e Stefania D'Alessandro. Tutti gli indagati devono rispondere di concorso nel reato di falso in quanto avrebbero ingannato le rispettive commissioni.
L'attuale coordinatore del Pdl, Lorenzo Sospiri, in un comunicato diffuso ieri, dice: «Registro tale notizia come una buona notizia perchè ora e solo ora dopo tre anni circa potrò conoscere da chi e da cosa sono accusato per le ipotesi di reato che mi vengono contestate». E ancora, «nel merito mi preme ribadire che il concorso in oggetto è stato annullato da tempo e che in assoluta serenità fornirò al magistrato ogni chiarimento necessario», un passaggio che avrebbe comunque potuto fare in qualsiasi momento visto che l'inchiesta era nota appunto da anni. Con la notifica dell'avviso di conclusione delle indagini tutti i protagonisti avranno la possibilità di farsi interrogare e chiarire le rispettive posizioni, come è giusto che sia quando si parla di politici e pubblici amministratori.