L'AQUILA «Non mancano argomentazioni di tipo scientifico per dimostrare la correttezza del nostro contributo» in occasione del terremoto dell'Aquila. Lo affermano in una nota i dirigenti dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), esprimendo «la massima solidarietà al presidente Enzo Boschi e al direttore del Centro nazionale terremoti (Cnt) Giulio Selvaggi», all'indomani degli avvisi di garanzia per il mancato allarme in occasione del sisma, emessi dalla Procura della Repubblica dell'Aquila. Un'azione corretta «anche in quell'occasione, come testimoniato dalla Commissione internazionale nominata ad hoc dal dipartimento della Protezione civile e composta dai massimi esperti in materia a livello mondiale, come pure dai numerosi articoli scientifici pubblicati sull'argomento negli ultimi anni. Osserviamo con amarezza - aggiungono i dirigenti dell'Ingv - come a tutt'oggi l'unica lezione lasciataci dal drammatico evento dell'Aquila non sia sulle politiche di prevenzione e mitigazione degli effetti dei terremoti, come avviene in tutti i paesi del mondo; ci si limita alla sterile discussione sulla previsione a breve termine dei terremoti». Anche per il presidente dell'Udc Rocco Buttiglione «non è la magistratura che può decidere in ambito scientifico sul merito di teorie sulla prevedibilità o meno dei disastri geologici. La stragrande maggioranza della letteratura scientifica internazionale - sottolinea Buttiglione - concorda sul fatto che i segnali di preavviso di un terremoto non danno al momento nessuna certezza sulla prossimità di un grave evento sismico». Diametralmente opposto il giudizio del capogruppo dell'Idv in Consiglio regionale, Carlo Costantini: «Prima di attaccare il lavoro dei magistrati della Procura, i capi della Protezione Civile dovrebbero farsi un esame di coscienza e ricostruire tutte le specificità del caso L'Aquila. È scorretto e fuorviante rispondere oggi con affermazioni scientifiche, ma di tipo generico (i terremoti non sono prevedibili) a contestazioni riferite a una situazione particolarissima, che i cittadini ricordano perfettamente e che la Procura avrà di sicuro ricostruito nei minimi particolari. Tra un'evacuazione e il nulla o addirittura messaggi rassicuranti, potevano esistere delle vie di mezzo, ad esempio un segnale di allerta, per consentire ad alcune istituzioni di valutare l'opportunità di una sospensione temporanea delle proprie attività. O, ancora, poteva esserci una valutazione degli edifici più a rischio e un segnale specifico di allerta, circoscritto a chi in questi edifici lavorava o viveva. Qualcosa, rispetto al nulla o addirittura a segnali rassicuranti, poteva essere fatto, anche se i terremoti non sono prevedibili; diversamente, la Commissione grandi rischi avrebbe potuto tranquillamente restarsene a casa». Per il vicepresidente dei senatori del Pd Luigi Zanda «in una materia così delicata come le previsioni di terremoti ci vuole molta prudenza nella valutazione delle responsabilità da parte di tutti. Anche da parte della magistratura. Non mi sono fatto indietro nell'evidenziare le criticità del sistema di gestione della Protezione civile che ha portato agli scandali e alle indagini di cui leggiamo da mesi sulle pagine dei giornali. Ma - aggiunge Zanda - questa volta credo che la Commissione rischi della Protezione civile vanti tecnici di valore. Ipotizzare che le valutazioni scientifiche, per loro natura discrezionali, di tecnici di tale statura possano produrre effetti configurabili con un'ipotesi di reato gravissima come è l'omicidio colposo, mi sembra francamente eccessivo. E - conclude Zanda - non mi sembra pertinente con le regole di un'inchiesta giudiziaria che un magistrato affermi di sperare di arrivare a un risultato conforme a ciò che la gente si aspetta». Un altro esponente del Pd, il senatore Filippo Bubbico, capogruppo in Commissione industria, afferma che «siamo di fronte all'inaudito: sebbene non vi sia niente nel nostro ordinamento che disponga regole per l'allarme, il procuratore ha contestato la mancata osservanza di una legge». Il senatore dell'Idv Alfonso Mascitelli ritiene invece che sia diventata «più che mai attuale e necessaria la proposta dell'Idv di istituire una Commissione parlamentare di inchiesta sull'attività messa in campo dalla Commissione grandi rischi. È ora di fare chiarezza - aggiunge Mascitelli - e capire chi ha mentito tra Bertolaso e Boschi sull'esito della riunione. Bertolaso ha sempre sostenuto che dall'incontro non si evidenziarono elementi per pensare a un imminente sisma distruttivo, mentre Boschi ha sostenuto che i suoi allarmi erano rimasti inascoltati».