PESCARA Passano gli anni, cambiano le amministrazioni, ma sul Comune di Montesilvano è sempre bufera o, se si preferisce, ciclone politico e giudiziario. Ieri, dopo circa tre anni di indagini, la Procura di Pescara ha scritto la parola fine sull'ennesima inchiesta che ha fatto tremare, e lo fa tuttora, Palazzo di Città. Nel mirino degli inquirenti ancora una volta presunti concorsi "pilotati" per l'assunzione di personale. Quattro per la precisione, banditi il 15 novembre 2007, sei mesi dopo l'insediamento della giunta Cordoma. Nell'avviso di conclusione delle indagini, firmato ieri dal pm Giampiero Di Florio, 20 persone e una società: la Quanta, incaricata dell'organizzazione e gestione dei concorsi. Fra coloro che, ieri mattina, si sono visti notificare l'avviso della procura, il sindaco Pasquale Cordoma; l'allora coordinatore provinciale di Alleanza Nazionale e oggi del Pdl, Lorenzo Sospiri; l'allora capogruppo comunale di Forza Italia, Luigi Marchegiani, l'ex assessore Corrado Carbani, il direttore commerciale d'area della Quanta, Enrico Rotolo, ma anche una quindicina di partecipanti ai concorsi, che avrebbero beneficiato degli "aiutini" per aggiudicarsi i posti. Sedici quelli in ballo per istruttori tecnici e amministrativi. Per tutti accuse pesantissime, che vanno dal concorso in rivelazione di segreto d'ufficio, al concorso in induzione al falso, al concorso in tentata truffa aggravata. A far scattare le indagini, condotte dagli agenti della squadra mobile, coordinati da Nicola Zupo, un esposto, da cui ha preso immediatamente il via tutta una serie di accertamenti e perquisizioni a raffica. Le prime, il 22 dicembre 2007, appena due giorni dopo la pubblicazione sul sito Internet del Comune dei nomi dei vincitori. Vincitori di fatto poi congelati, in quanto l'amministrazione ha deciso di bloccare l'intera procedura in attesa dell'esito delle verifiche giudiziarie. Esito arrivato ieri e accolto positivamente da Sospiri. «Questa è una notizia per me buona - ha dichiarato in una nota - perché ora e solo ora dopo tre anni circa potrò conoscere da chi e di cosa sono accusato per le ipotesi di reato che mi vengono contestate. Ritengo - ha proseguito - che, avendo di fronte una Procura seria e un magistrato inquirente serio, potrò, conosciute le accuse, rispondere a ogni addebito e chiarire la mia posizione». Tornano a chiedere, invece, le dimissioni del sindaco e della sua giunta, per questa e altre vicende, i gruppi di minoranza.