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Pescara, 22/04/2026
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Data: 06/06/2010
Testata giornalistica: Il Centro
I magistrati si fermano il primo luglio. Bonanni attacca la Cgil: «Deriva scioperaiola e inconcludente». Manifestazione Cobas a Roma

ROMA. Si terrà il primo luglio lo sciopero dei magistrati contro la manovra economica del governo che prevede tagli agli stipendi fino al 30 per cento l'anno. Questa la proposta presentata ieri dal presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Luca Palamara, al Comitato direttivo intermagistrature e accolta all'unanimità. E' stato invece anticipato a giugno lo sciopero bianco. Si tratta di una o più giornate di mobilitazione e di protesta con la sospensione delle attività di supplenza che i magistrati svolgono abitualmente. Sarà ogni distretto giudiziario ad individuare la data che si dovrà collocare tra il 21 e il 25 giugno.
Contro la decisione dell'Anm torna a polemizzare il ministro della Giustizia, Angelino Alfano: «I magistrati sono un pezzo del Paese. E all'Italia in questo momento viene chiesto un sacrificio per il bene di tutti. I giudici non dovrebbero sottrarsi a questo sacrificio».
Mentre il fronte sindacale è in ebollizione, ieri si è consumato l'ennesimo strappo tra i leader della Cgil e Cisl. Al centro delle polemiche la proposta di sciopero generale avanzata dalla Cgil. «E' una deriva scioperaiola inconcludente e troppo costosa per il Paese», ha accusato il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, nel corso dell'assemblea dei quadri e delegati chiamati a discutere la posizione della Cisl sulla manovra. Il segretario dedica gran parte della relazione a sottolineare le differenze di metodo nel confronto con il governo, e s'infuria in particolare con Giorgio Cremaschi, il sindacalista della Fiom che aveva definito lui e il leader della Uil, Luigi Angeletti «sottosegretari» del governo Berlusconi. «Lo sciopero generale - aveva detto Cremaschi - deve essere l'inizio di una lotta contro quella che è la peggiore manovra che si vede in Europa, ed è incredibile che Angeletti e Bonanni nei fatti la difendano, più di diversi esponenti dell'esecutivo». Dura la replica di Bonanni: «Cremaschi offende Cisl e Uil con il suo modo di ragionare. E mi fa specie che il mio collega (riferimento implicito a Guglielmo Epifani) gli vada dietro da due anni. E' stata scelta la soluzione più banale e più inservibile».
Ieri pomeriggio intanto in 25 mila hanno sfilato in corteo per le strade di Roma per la protesta contro la manovra indetta dai Cobas. La manifestazione, che si è conclusa con un presidio a piazza Barberini, ha avuto come slogan: «La crisi la paga chi l'ha provocata». Dal palco allestito su un autocarro è partita la critica ai sindacati confederali: «I sindacati di base sono gli unici che hanno il coraggio di manifestare contro questa manovra che si abbatte sui lavoratori», ha detto Pier Paolo Leonardi, dell'esecutivo Usb. «Oggi è la giornata della rabbia precaria - hanno urlato rappresentati dei blocchi precari metropolitani e del coordinamento di lotta per la casa di Roma - vogliamo lavoro, reddito garantito e soprattutto un tetto».

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