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Pescara, 22/04/2026
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Data: 06/06/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Concorsi truccati, «Cordoma dia le dimissioni»

MONTESILVANO - La vicenda giudiziaria, in cui è rimasto coinvolto il primo cittadino di Montesilvano ha suscitato ieri una ridda di commenti e la città si è divisa, come accade in questi casi, fra giustizialisti e garantisti. Ma cosa ne pensano quei cittadini eletti dal popolo che oggi siedono sui banchi del consiglio? «Mi auguro che adesso - dichiara il consigliere di opposizione Francesco Maragno (Mvpdl) -, visto il danno di immagine che si sta procurando al Comune di Montesilvano, così come lo stesso Cordoma si costituì parte civile nei confronti dei protagonisti dell'operazione Ciclone, alla stessa maniera, per coerenza, si deve costituire parte civile nell'eventuale processo che lo vedrà coinvolto. E sempre per coerenza il sindaco come chiese allora le dimissioni di Cantagallo, oggi deve convincersi che è giunto il momento di togliere il disturbo, dopo avvisi di garanzia e questo rinvio a giudizio». E Cristian Odoardi di Rifondazione: «La coerenza a volte si dimostra più con i fatti che con le parole, per cui invito il sindaco a dimettersi, ricordandogli che quattro anni fa fu lui a gestire i famosi banchetti della legalità. Addirittura chiamò Gianfranco Fini in piazza del Comune. Ora vorrei proprio che quel signore venisse di nuovo a Montesilvano, ripetesse la raccolta delle firme per la legalità e ci spiegasse come mai la situazione si è capovolta. E Cordoma non venga a giustificarsi, asserendo che le inchieste si fondano sul nulla. Certe cose le hanno dette anche Cantagallo, Del Turco, D'Alfonso. Forse avrà ragione, ma nel dubbio deve dimettersi e finirla con questa pantomima». Adriano Chiulli, capogruppo del Pd nel consiglio comunale di Montesilvano rimarca: «Questa amministrazione di centrodestra da un lato parla di trasparenza, facendone un cavallo di battaglia, dall'altro però continua a collezionare rinvii a giudizio ed inchieste a catena. Il sindaco nell'immediatezza delle indagini sostenne che si sentiva tranquillo, ma allora come mai arrivano per lui queste accuse? Noi della minoranza avevamo chiesto le sue dimissioni già prima di questa vicenda, per la quale rimaniamo sempre garantisti. Eravamo preoccupati per le difficoltà che questa giunta non riesce a superare nell'ordinaria amministrazione, per l'evidente ingovernabilità della città. Preoccupati per la crisi interna alla stessa maggioranza che già due volte non è riuscita ad assicurarsi il numero legale in consiglio, probabilmente per risse interne».

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