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Pescara, 22/04/2026
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Data: 07/06/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Blocco dei benefìci Pezzopane accusa.

L'AQUILA. «Dal primo luglio i cittadini, senza più casa, senza più lavoro, con le saracinesche chiuse, orfani di una città organizzata, pagheranno al fisco Irpef, Irap, addizionale Irpef, Tarsu, Ici, bollo auto, canone Rai ed altro ancora». A parlare è Stefania Pezzopane (nella foto), responsabile nazionale del Pd per la ricostruzione. «Rate correnti a cui si aggiunge» continua «l'intera restituzione, entro l'anno in corso, di quelle non versate nei primi sei mesi del 2010. Più quelle del 2009 suddivise in 60 mensilità e non 120 come è accaduto per Marche, Umbria e Molise. E saranno restituite al 100% dell'importo non al 40% come è stato per i nostri colleghi di sventura. A loro sono stati concessi 12 anni per rimettersi in sesto, prima di restituire le tasse non pagate. Dagli aquilani si pretendono subito».
Anche la Zona franca, per la Pezzopane «è stata una mezza soluzione, con pochi fondi e rivolta più alle nuove iniziative imprenditoriali che a quelle esistenti e danneggiate. Se riuscissimo a superare la cortina di conformismo mediatico che si creato sul terremoto dei miracoli, il mondo saprebbe che a oltre un anno trascorso dal sisma qui non è cambiato nulla. I nuovi alloggi prefabbricati hanno risolto appena il problema di un riparo per circa 15mila sfollati. Altrettanti si sono arrangiati da soli o non hanno ancora risolto la loro situazione d'emergenza. La città è sempre e solo un deserto di rovine, precluso a presenze umane, presidiato dall'esercito in tutti i suoi ingressi». Stefania Pezzopane riporta l'attenzione anche sulla cassa integrazione «arrivata a 800mila ore. Di 800 attività in centro, quelle che hanno riaperto in centro sono meno di dieci e non hanno clienti, se non la domenica. I cantieri non partono. Molti cittadini del ceto medio sono già andati via dall'Aquila e molti altri» conclude amaramente «lo stanno progettando».

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