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Pescara, 22/04/2026
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07/06/2010
Il Centro
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Napolitano: «Fare le riforme e attuarle» Il capo dello Stato visita la tomba di Cavour, poi accusa un leggero malore, subito superato |
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TORINO. L'opportunità di celebrare e difendere l'unità nazionale e la coesione sociale in occasione del 150º dell'unità d'Italia dovrebbe essere fuori discussione poichè è la doppia chiave che ha messo in campo l'Italia come nazione e l'ha fatta entrare in Europa da protagonista. E non dovrebbe essere necessario dire che «unità nazionale e coesione sociale non significano centralismo e burocratismo». Né che servono «riforme e loro conseguenti attuazioni». Il presidente Giorgio Napolitano lo ha detto a Santena, dopo aver visitato la tomba di Cavour, dove ha accusato un leggero malore subito superato. Si è trattato di affaticamento e anche di una indisposizione di stomaco, ha spiegato il Quirinale dopo che i cronisti avevano notato che il capo dello Stato era insolitamente senza cravatta e pallido in volto e aveva abbreviato il programma della visita nel Castello piemontese di Cavour, pur senza rinunciare a pronunciare il suo atteso discorso per rispondere ai distinguo e alle prese di distanza della Lega rispetto alle celebrazioni del 150esimo e alle manifestazioni del 2 Giugno. Distinguo ripetuti davanti a Napolitano dal presidente della Regione, il leghista Roberto Cota, che ha chiesto iniziative per «sburocratizzare» lo Stato e per ricordare che nel Risorgimento c'era pure una matrice federalista che restò inattuata lasciando posto a uno Stato centralistico. Il fatto che Cota abbia apprezzato il discorso di Napolitano segna il successo della missione piemontese. Napolitano ha celebrato la figura di Cavour e ha chiesto di rafforzare l'unità nazionale e la coesione nell'unico modo possibile, superando vecchi nodi ancora non sciolti, superando «vizi d'origine dello Stato nazionale». Ciò si può fare «solo con le riforme e la loro attuazione, con indirizzi di governo a tutti i livelli, con comportamenti collettivi, civili e morali, capaci di rinnovare la società e lo Stato, avvicinando Nord e Sud».
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