PESCARA. I tentennamenti del consiglio regionale sui tagli agli stipendi sta provocando un singolare effetto sulle tasche dei consiglieri regionali della passata legislatura. Su quelli almeno che hanno scelto di continuare a pagare i contributi.
In caso di interruzione della legislatura, infatti, i consiglieri regionali godono del privilegio di poter continuare a versare i contributi, pari al 24% dell'indennità, per arrivare a coprire i 5 anni di versamenti necessari a ottenere il diritto al vitalizio (2900 euro al mese netti, una volta raggiunti i 60 anni di età, con anticipo a 55 anni previa riduzione della pensione). Nella scorsa legislatura l'idennità era stata tagliata del 10%, di conseguenza erano stati adeguati al ribasso i contributi versati dagli ex consiglieri. Con la nuova legislatura l'indennità è aumentata del 10%, visto che il Consiglio regionale non ha rivotato la legge che sterilizzava gli aumenti automatici, e anche i contributi hanno subito un incremento proporzionale. Come conseguenza, in questi giorni agli ex consiglieri che hanno continuato a versare è arrivata una lettera della Regione in cui li si invita a pagare ulteriori 1.700 euro per adeguare il monte contributi allo stipendio maggiorato dei colleghi in carica. Certo, il privilegio di una pensione con appena 5 anni di versamenti resta. E resterà anche con la riforma promessa dai consiglieri in carica.