PESCARA. «I lavoratori edili sono ingiustamente esclusi dal programma di ammortizzatori in deroga stabilito dal Cicas», il Comitato di intervento per le crisi aziendali e di settore istituito dall'assessore regione Paolo Gatti.
A denunciarlo sono il segretario Fillea Cgil Silvio Amicucci, il segretario Filca Cisl Lucio Girinelli e il segretario Feneal Uil Gianni Panza.
I sindacati chiedono «di valutare attentamente una situazione che vedrebbe i lavoratori edili della regione Abruzzo completamente esclusi dall'ammortizzatore sociale in deroga». Il problema è il requisito prescritto dal Cicas per accedere alla cassa integrazione in deroga: lavorare per un periodo di dodici mesi continuati di cui sei di effettivo lavoro. «Ricordiamo, nel merito», dicono i sindacati, «che il lavoro edile è condizionato sia da cali produttivi, sia da crisi economiche (ancor più che in altri settori produttivi) ed anche da condizioni atmosferiche (spesso avverse nel periodo autunnale invernale) inoltre, da fermo per autorizzazioni avanzamento lavori fermo cantiere - dalle commesse e/o appalti e dalle fasi lavorative, quali demolizioni, scavi, strutture in cemento armato, ecc. A consuntivo, molti lavoratori edili, pur essendo assunti a tempo indeterminato, non hanno quasi mai un'anzianità aziendale di dodici mesi di cui almeno sei di lavoro effettivamente prestato. Anche per le suddette motivazioni è stato previsto, tra l'altro, l'istituto della disoccupazione speciale (oltre che a quella ordinaria) per i lavoratori edili, e ora in virtù degli stessi principi sono non solo esclusi da un ammortizzatore sociale in deroga, ma "beffati" da un destino ingrato.
Per questo i sindacati chiedono alla regione una «clausola di tutela» per gli edili che sani «una non voluta ingiustizia».