E scusate se è poco! La riapertura del corso principale, di tutto e non solo del tratto più largo, restituisce alla città la sensazione della normalità. Non è così, è soltanto una parvenza, per carità, ed è sempre una città che assomiglia a un set cinematografico, di uno di quei western spaghetti in cui le facciate di case e saloon nascondono il "nulla" e sono tenute in piedi dai puntellamenti, ma è pur sempre un bel "viaggio" poter tornare a passeggiare sul Corso, da cima a fondo. Una parvenza di normalità ai margini della "zona rossa". Il Comune, poi, sta valutando la possibilità di aprire il centro storico anche di notte, eliminando la chiusura serale delle 22.
L'annuncio è del sindaco, Massimo Cialente. «In questo momento - ha spiegato - bisogna considerare il centro storico come un amico in rianimazione: è importante andarlo a trovare tutti i giorni». «Il nostro obiettivo - ha aggiunto - è quello di fare in modo che questa estate i ragazzi ritornino in centro, così finisce la storia che si ritrovano tra loro solo nei centri commerciali della periferia». E, poi, ancora: «Strategico in questo senso è incentivare la riapertura di attività commerciali. Stiamo cercando di fare operazioni simili a quelle che abbiamo fatto con le attività di piazza Duomo, cercando di mettere in sicurezza quanti più aggregati possibile. In quest'ottica il coprifuoco delle 22 non incoraggia certo la riapertura di bar e ristoranti». Tante, intanto, le iniziative per la domenica del Corpus Domini, 6 giugno, una data che è coincisa con i 14 mesi dal sisma. Per la prima volta dal 6 aprile 2009, tuttavia, non si è tenuta la consueta fiaccolata in ricordo delle vittime del terremoto poiché «l'iniziativa sarebbe coincisa con le celebrazioni religiose - ha spiegato Antonietta Centofanti del comitato familiari delle vittime della Casa dello studente -. Abbiamo così preferito rimandare». La bella giornata e la riapertura del corso principale hanno richiamato in centro moltissime persone, a passeggiare su e giù tra un'iniziativa e l'altra, come la giornata dello sport al Castello, la finale del Football americano allo stadio Fattori o lo stand sulla mobilitazione per le agevolazoni fiscali ai Quattro Cantoni». Tra gli appuntamenti di ieri, "Una cartolina da... L'Aquila". Si sono ritrovati in centro, questa volta senza carriole, ma sempre per sollecitare la ricostruzione dell'Aquila e tenere viva l'attenzione delle istituzioni nazionali, ma anche dei Grandi del G8. L'iniziativa partita da Facebook, e che ha registrato quasi 4.900 adesioni, ha portato i cittadini a cercare cartoline di com'era L'Aquila, da spedire e far arrivare sulle scrivanie dei palazzi della politica. Immagini di piazze, chiese, palazzi e monumenti della città come erano prima del devastante terremoto del 6 aprile 2009. E ieri gli aquilani, che hanno aderito all'iniziativa, si sono ritrovati nel centro della città, dove, su un banchetto, i promotori hanno messo a disposizione gli indirizzi delle personalità, politiche e non. Alla fine, tutti sulla scalinata della centrale chiesa di San Bernardino a formare una grande scritta umana: «Aq», le due lettere simbolo del capoluogo. C'è stato anche il "Progetto cuore". Frequenza cardiaca, pressione arteriosa, glicemia e un test psicologico per misurare il disagio post sisma: il sentiero di Madonna Fore si è trasformato in una sorta di centro di medicina sportiva grazie al "Progetto Cuore" tornato dopo un anno di interruzione e promosso dal cardiologo Umberto Pignataro. Complice la bella giornata estiva, molti aquilani hanno affrontato la salita sostando presso i gazebo dove venivano effettuate le prime misurazioni e il test psicologico somministrato di collaboratori del professor Massimo Casacchia. Lo screening era teso soprattutto a esprimere come il sisma abbia influito sull'inconscio degli aquilani. Si è trattato di un primo censimento importante per avere un quadro sullo stato psicologico della cittadinanza. Il concetto ispiratore del progetto è stato dedicare una giornata di facile fruibilità e accessibilità ai servizi sanitari e invitare la socialità a prendersi cura di sé, del proprio corpo e della propria psiche. Sfilata dei mezzi agricoli d'epoca, infine, da piazza d'Armi alla Fontana Luminosa, con donazione del trattore Same alla città dell'Aquila attraverso il suo primo cittadino.