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Pescara, 22/04/2026
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Data: 08/06/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Acqua, no all'aumento per le fasce deboli Antonelli: «Un passo in avanti contro le tariffe stangata» Costantini: «Bollette inalterate o vado alla corte dei conti»

PESCARA. «Abbiamo fatto un grande passo in avanti e individuato i possibili recuperi di somme importanti. Un passo in avanti che potrebbe determinare l'abbassamento dell'aumento delle tariffe per i consumi idrici». L'assessore Marcello Antonelli ha appena terminato l'incontro con molti sindaci abruzzesi per cercare di tamponare l'aumento per l'acqua che salirebbe a più 30%. L'assessore è stato infatti incaricato di rappresentare il Comune di Pescara nell'assemblea che si è svolta ieri a palazzo di città e che ha visto la partecipazione di molti sindaci tra cui quelli di Francavilla, Tocco da Casauria, Alanno, Spoltore, Pianella, Arsita, Castilenti, Atri e Ripa Teatina. La prima riunione, a cui ha partecipato il commissario straordinario Ato Pierluigi Caputi, ha offerto prospettive rosee. Infatti, come spiega l'assessore, «le fasce più deboli, quelle utenze che consumano poca acqua e che già usufruiscono di tariffe agevolate, non saranno intaccate dall'aumento. Garantiremo quindi almeno le fasce più deboli». Adesso, il comitato dei sindaci si rivedrà venerdì per mettere a punto una proposta alternativa e, inoltre, ha chiesto e ottenuto dal commissario di ritardare l'assemblea al 17 giugno.
L'Ato, infatti, ha deciso di aumentare le tariffe per i consumi idrici e conta sull'aiuto dei suoi utenti per salvare i conti. Con le attuali tariffe, l'ente d'ambito non sarebbe in grado di fare gli investimenti necessari per garantire una rete idrica efficiente, che ora registra perdite di acqua pari al 45%. Per questo motivo, il commissario Caputi si è rivolto ai sindaci invitandoli a votare gli aumenti proposti. Ma gli aumenti, un incremento del 30%, hanno sollevato molte polemiche e domenica scorsa l'associazione di estrema destra Casapound ha esposto sul ponte dell'Asse attrezzato uno striscione di 15 metri per contestare il piano dell'Ato di incremento delle tariffe. L'assessore Antonelli non si sbilancia, ma pensa che la discussione di ieri possa aver portato almeno a un 25% di aumento al posto del 30%.
Ma sulla polemica interviene anche Carlo Costantini, capogruppo dell'Italia dei valori alla Regione. «Se sarà perseguita la strada dell'aumento del 30% delle bollette dell'acqua a carico di pensionati, lavoratori e imprese io prenderò la strada della Corte dei conti», annuncia il consigliere regionale. «Richiederò formalmente un immediato intervento finalizzato a ricostruire gli ultimi anni di gestione e a intervenire contro i responsabili degli sprechi e degli sperperi». «So che molti sindaci», prosegue Costantini, «sono in buona fede e alcuni addirittura sono costretti a pagare i mutui per gli investimenti, mentre le bollette dell'acqua le incassa l'Aca a favore dei privati». «Dopo anni», continua il capogruppo Idv, «è arrivato il momento di fare una scelta: o dalla parte dei cittadini o contro i cittadini e dalla parte della "cricca", con un aumento che servirebbe solo a coprire i buchi delle passate gestioni». Sull'aumento dell'acqua è intervenuta anche Rifondazione che ha giudicato la tassa «non socialmente accettabile perché i cittadini non possono essere chiamati a ripianare i costi della cattiva politica». Rifondazione ha annunciato anche una nuova protesta per fermare gli aumenti. Intanto, l'assemblea Ato è stata spostata al 17 per permettere al comitato dei sindaci di riflettere ancora ed eleborare una proposta definitiva.

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