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Pescara, 22/04/2026
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Data: 08/06/2010
Testata giornalistica: Il Centro
La battaglia di Valloreja «L'elettrodotto rovinerà la regione» Il promotore di Nessuno tocchi il nostro futuro guida il fronte del no al grande cavo dal Montenegro.

PESCARA. «Il percorso, il calo e non l'aumento di richiesta di energia elettrica in Abruzzo, la salute dei cittadini e la distruzione del territorio». Sono questi i timori di Lorenzo Valloreja, leader del movimento Sfl-innovazione europea e promotore del comitato «Nessuno tocchi l'area metropolitana», adesso allargato a «Nessuno tocchi il nostro futuro» (hanno aderito Marche e Sardegna) sul grande progetto di Terna: l'elettrodotto che porterà energia elettrica dal Montenegro all'Abruzzo.
«Risparmio», «lavoro», «più sicurezza del sistema elettrico abruzzese»: queste le parole chiave della società Terna per presentare il suo progetto a cui Valloreja risponde con «distruzione» e vedendo nel cavo «il cavallo di Troia per la centrale nucleare».
Il cavo, in parte sottomarino e in parte interrato, è lungo 415 chilometri e collegherà la città di Tivat in Montenegro a Villanova, frazione di Cepagatti. «Nel documento del ministero delle Infrastrutture, il cavo doveva uscire a Foggia e non si capisce perché debba arrivare in Abruzzo, entrare nell'area metropolitana, distruggendola, fino a Gissi per poi arrivare a Foggia».
Ma tra le incognite, secondo Valloreja, tra i primi a sposare il fronte del no dell'elettrodotto, c'è anche l'abiguità tra aumento e richiesta di energia elettrica.
«Certo, l'Abruzzo ha bisogno di energia come altre regioni», aggiunge Valloreja. Ma Terna dice che in l'Abruzzo c'è un aumento di richiesta di energia del 25%, mentre nel suo bilancio consuntivo, a pagina 75, c'è scritto che invece c'è un calo di 6.6 punti».
E' l'impatto ambientale, poi, a lasciare di stucco Valloreja: «Perché l'elettrodotto distruggerà l'area metropolitana e la regione verde. A che pro?», si domanda retoricamente il leader del movimento Sfl. «L'elettrodotto è una partita più grande che distruggerà il territorio e che in realtà è il cavallo di Troia per la centrale nucleare. O è uno sperpero o è una cattedrale nel deserto. Se questo è l'impatto che avrà l'elettrodotto, perché allora non se ne discute con i cittadini?».
Alla tesi di Valloreja, fa da contraltare poi quella della società che realizzerà l'elettrodotto. La società spiega che l'opera, il cui diametro del cavo è di 18 centimetri, servirà ad abbattere il deficit elettrico in Abruzzo, scongiurando rischi di black out e favorendo anche la crescita economica.

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