PESCARA. La città è al sesto posto in Italia nella classifica dei tagli conseguenti al nuovo patto di stabilità. La classifica è stata pubblicata dal quotidiano economico Il Sole 24 ore sulla base di una ricerca effettuata dall'Istituto per la ricerca e la finanza degli enti locali (Ifel) e dall'Associazione dei Comuni (Anci) sui dati dei ministeri dell'Interno e dell'Economia. Nel decreto che stabilisce le nuove regole a cui si devono attenere gli enti locali per quanto riguarda la spesa pubblica, Pescara deve prevedere nel 2011 un taglio del 14,2 per cento dei costi dei servizi (scuole, asili, settore sociale) che per i cittadini si traduce in una spesa pro capite di 146 euro.Il valore complessivo della manovra 2011 che riguarda Pescara è di 17mila 939 euro, che nel 2012 avrà un taglio superiore (del 16,4 per cento) della spesa pubblica con sacrifici pari a 169 euro per ogni cittadino.Un conto salato, che proietta Pescara nelle posizioni di testa della classifica sulle città più penalizzate dal nuovo patto di stabilità. La classifica è guidata da Parma (tagli del 20,7 per cento, valore pro capite 317 euro), seguita da Torino (17,3 per cento, 308 euro), Catania (13,7 per cento, 198 euro), Carrara (15,5 per cento, 201 euro) e Pistoia (14,1 per cento, 134 euro). Si tratta di città in generale più grandi e più popolate di Pescara e che di conseguenza pone la città in una situazione più sfavorevole per quanto riguarda la spesa pubblica che affronta il Comune. Se può «consolare», Pescara precede città ancora più grandi come, ad esempio, Milano (al 16º posto), Palermo (18º posto) e Napoli (19º posto). Ben più in basso, nelle posizioni di coda, al 58º posto c'è L'Aquila con tagli per il 3,4 per cento e 36 euro di valore pro capite.Resta da capire quali siano stati i parametri di riferimento che hanno fatto impennare la posizione di Pescara.Di certo c'è che per l'amministrazione di centrodestra i tagli 2011 rappresentano un ulteriore colpo alla casse pubbliche.