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Pescara, 22/04/2026
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Data: 08/06/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Abete: «Lasciate stare il calcio» Dal mondo dello sport dure repliche alla provocazione di Calderoli.

«La Nazionale di calcio non pesa per un euro sulle casse dello Stato», dice il presidente Abete dopo l'uscita del leghista Calderoli. Il ministro fa il pieno di critiche, mentre il caso-Marchisio si attenua: non c'è un audio che confermi le "accuse" su Roma ladrona.«Il dibattito che si è aperto sui premi degli azzurri - aggiunge il presidente della Figc Giancarlo Abete - mi sembra più di politica in senso stretto che non di politica sportiva. Se il Paese, a 360 gradi, avesse avuto la stessa competitività del nostro calcio forse avremmo qualche problema in meno». Poi puntualizza: «Tutte le risorse che arriveranno ai giocatori saranno frutto dei risultati sul campo grazie agli introiti ottenuti dalla Fifa».Quindi non c'è, come immaginava il ministro per la Semplificazione Calderoli (che ieri sera ha aggiunto: «Non amo il calcio, tiferò Italia solo in finale»), una Federazione che bussa alle casse dello Stato. Altro discorso è l'invito alle società a ridurre gli stipendi, ma tra i dirigenti dello sport è chiaro il fastidio per la pesante invasione di campo della Lega alla vigilia del Mondiale. Fastidio che ieri avevano già espresso Buffon e Cannavaro. Dice il presidente del Coni Gianni Petrucci: «Il calcio è un mondo professionistico fatto di domanda e offerta e le società pagano allo Stato il 50%. Il settore è autosufficiente». E tornano al mittente le critiche di chi ha annoverato il calcio tra gli "sprechi" italiani. Abete ha spiegato che la Fifa elargisce «dagli 8 milioni di dollari per chi partecipa alla prima fase, ai 30 milioni per la vincitrice del torneo. I premi per i calciatori si determinano di volta in volta e li daremo solo se arriveremo tra le prime tre».E Mario Pescante, deputato del Pdl, vice-presidente del Comitato olimpico internazionale accusa Calderoli di «demagogia e populismo. I soldi che guadagnano i calciatori provengono dal settore privato. Per i sacrifici si guardi piuttosto alla Rai». Duro anche il ministro per le Politiche europee Andrea Ronchi: «Credo che il calcio debba trovare forme di solidarietà, ma data la vicinanza delle polemiche sul 2 giugno, mi lascia perplesso la continua presa di distanza della Lega da tutto ciò che distingue l'Italia come nazione».Le iniziative del Carroccio però non si esauriscono. Troppo ghiotta l'occasione. Così un consigliere comunale della Lega Nord della Lunigiana (Carrara, città di Buffon), Roberto Malaspina, ha avviato una petizione popolare per appoggiare la richiesta di Calderoli. «Buffon e Cannavaro si vergognino - ha accusato Malaspina - in Italia tante persone non arrivano alla fine del mese e i giocatori vivono nel lusso con ingaggi da nababbi. Bisogna intervenire».La polemica sugli ingaggi ha fatto passare in secondo piano il caso-Marchisio. E del resto quel "Roma ladrona" nessuno l'ha sentito. E' il sindaco di Roma Alemanno a tendere la mano al calciatore della Juve: «Marchisio ha smentito, quindi l'incidente è chiuso». Giù il sipario.

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