MONTESILVANO. Milleseicento adesioni alla campagna organizzata dal Partito democratico per chiedere le dimissioni del sindaco di Montesilvano Pasquale Cordoma. Dopo la conclusione delle indagini su presunti concorsi truccati in Comune, il Pd ha organizzato una serie di banchetti per sollecitare i cittadini a sostenere con le loro firme la richiesta di dimissioni del primo cittadino.«Ci siamo mobilitati prima delle notizie di questi giorni che, tuttavia, contribuiscono ad aumentare la convinzione della bontà della nostra battaglia», afferma Luigi Beccia, segretario cittadino del partito. «La nostra richiesta al sindaco si basa su un fallimento amministrativo evidente, sul collasso della maggioranza di centrodestra ormai a pezzi e si fa forza di una richiesta di coerenza che dovrebbe portare Cordoma ad abbandonare il proprio incarico a causa delle numerose inchieste dopo aver condotto una campagna elettorale promettendo trasparenza. Finora circa 1600 persone hanno partecipato al referendum, esprimendo il proprio assenso alla nostra campagna» conclude Beccia, «un successo che esprime il disappunto dei cittadini verso questa amministrazione».Adriano Chiulli, capogruppo consiliare del Pd, che nei scorsi giorni aveva sottoscritto un documento congiunto con tutte le altre forze di opposizione, rincara la dose: «Il consiglio comunale è letteralmente paralizzato a causa delle lacerazioni e delle beghe interne della maggioranza. Le due sedute consecutive sospese per mancanza del numero legale ne sono la dimostrazione. La consiliatura è fallita e se non ne prende atto il sindaco, lo dovranno fare i consiglieri di maggioranza con un documento di sfiducia. Montesilvano ha urgente bisogno di una classe politica fresca in grado di governarla, di darle serenità e prospettiva per il futuro».Alle accuse del Pd, il consigliere comunale di maggioranza Silvano Dirodi replica così: «Si vergognino Beccia e Chiulli, che hanno solo dimostrato che al comune di Montesilvano l'opposizione non esiste. Fare opposizione non significa scrivere comunicati stampa o condurre raccolte di firme tra familiari e amici. Invece di perdere tempo con queste iniziative demagogiche, dovrebbero mettersi a lavorare seriamente per il bene della città».