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Pescara, 22/04/2026
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Data: 08/06/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Garimberti: sì ad Annozero. Braccio di ferro con Masi che insiste: decido io, e il Cda ha votato contro Celentano scende in campo: se oscurano la trasmissione spegniamo le televisioni.

ROMA. «Il presidente spenga il cerino e accenda la televisione: torniamo a settembre». Così Michele Santoro replica al presidente della Rai, Paolo Garimberti al quale aveva chiesto di pronunciarsi sul futuro di «Annozero». Ma Mauro masi, il dg, non ci sta e avverte: i palinsesti li decido io e il cda ha già approvato l'accordo per Santoro fuori dall'azienda.
Il conduttore ha convocato la stampa per il bilancio di fine stagione e per accusare chi, dentro e fuori dall'azienda, ha lavorato per distruggere una delle trasmissioni di maggior successo Rai. «Come lo volete chiamare mobbing? Violenza?», chiede il giornalista raccontando il suo anno di «calvario». Un anno costellato di minacce, e avvertimenti che hanno reso «difficile se non impossibile» il suo percorso. Tanto che Santoro è stato a un passo da lasciare la Rai.
«In questo anno ne hanno fatte di tutti i colori, ci sono i documenti che parlano chiaro e l'idea di cominciare un'altra stagione discutendo del contratto di Marco Travaglio... Quest'anno l'ho avuto per sei puntate in trasmissione senza contratto e poi c'è Vauro e le sue vignette che non piacciono a molti tanto che qualcuno dice: "Licenziamolo"». Santoro ricorda che se è tornato in Rai lo deve «ai giudici». E sottolinea come il clima sia peggiorato dopo l'inchiesta sulle intercettazioni telefoniche tra Silvio Berlusconi e il commissario dell'Agcom, Innocenzi. Conversazioni nelle quali il premier chiedeva di trovare il modo per zittire Santoro. Nella stessa inchiesta è stato intercettato anche il direttore generale della Rai, Mauro Masi, coinvolto anche lui nel piano anti-Annozero. Ricorda infine che l'azienda non gli riconosce copertura legale, scaricando su di lui ogni responsabilità per quello che va in onda. «Una cosa è lo scontro politico-editoriale, altra cosa è lavorare per un'azienda che trama per metterti fuori gioco».
Il clima è quello da tifo da stadio. Accanto a Santoro c'è il direttore di Raidue, Liofreddi che viene sonoramente fischiato quando, dopo che Santoro diffonde i dati di ascolto del programma, fa Ponzio Pilato. Santoro è in onda su Raidue, dice infatti Liofreddi, ma la responsabilità è del vertice Rai. Partono i fischi ma il giornalista li ferma: «E' inutile prendersela con l'albero invece che con la foresta». Poi il colpo di scena: «Se Garimberti dice che vuole che Annozero vada in onda a nome del Cda e dell'azienda allora io resto. Però - avverte - l'unica scelta è tra Annozero o l'accordo, terzium non datur».
A stretto giro di posta la replica del presidente. «Per la risposta secca che mi chiedi mi approprio di un tuo slogan, "adesso la trasmissione può cominciare", perchè io personalmente non l'ho mai messo in discussione. E tu? Sei una risorsa e quel cerino che hai acceso e che adesso ti fa paura e non vuoi più me lo prendo volentieri e ci metto la faccia come ho sempre fatto», dice Garimberti. Il presidente chiede a Santoro perchè prima di cominciare la trattative con Masi non lo abbia consultato. Poi ammette: «Il presidente non ha aziendalmente il potere di prendere da solo le decisioni che riguardano Annozero». E per ora nei palinsesti autunnali Annozero non c'è.

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