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Pescara, 22/04/2026
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Data: 08/06/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Patti di stabilità: la regione colpita con il 9,5%, il Pd convoca gli stati generali. Tagli, Abruzzo penalizzato. Il governo chiede ulteriori sacrifici per 90 euro a testa.

PESCARA. L'Abruzzo dovrà stringere per forza di cose la cinghia. A stabilirlo sono i dati sui tagli ai Comuni con il varo delle nuove regole per il patto di stabilità 2011-2012 stabilite dai ministeri dell'Interno e dell'Economia. I dati, elaborati dall'istituto per la finanza dell'economia locale (Ifel) e dall'associazione dei Comuni (Anci) e pubblicati dal quotidiano economico Il Sole 24 ore, colpiscono l'Abruzzo al punto che ogni residente pagherà 90 euro al governo centrale e i tagli sfioreranno il 10 per cento del budget degli stessi enti locali. Un conto salato, più di quello di Lazio, Puglia, Calabria, Sardegna, Toscana e Veneto, ma inferiore a quello di Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Sicilia.
Il patto di stabilità indica la cinghia entro la quale ogni Comune si deve contenere nella spesa pubblica. La manovra correttiva del governo chiede alle città sacrifici per complessivi 1,5 miliardi nel 2010 e per 4 miliardi nel biennio. Chi non rispetterà le nuove misure subirà un altro colpo di forbice. In un'ipotetica classifica l'Abruzzo occuperebbe in questo caso le posizioni più alte accanto a Piemonte (con un valore pro capite di 165 euro e il 13,7 per cento dei tagli), Sicilia (114 pro capite e 11,2 per cento dei tagli) e Lombardia (102 euro e 9,4 per cento).
I risultati della ricerca ed i suoi effetti sulle casse pubbliche spingono il segretario del Pd Silvio Paolucci a dire che per l'economia locale per le tasche degli abruzzesi si preannuncia «un altro duro colpo e a convocare per domani a Roseto (ore 11, villa comunale) gli stati generali degli amministratori locali del Pd: un incontro nel corso del quale dovrebbero essere studiati sia i dettagli della manovra sia i sistemi su come arginarne gli effetti.
«Questa manovra inserisce una forte discriminazione anche fra le regioni: i tagli colpiranno un Abruzzo già senza fiato e sul quale rischia di arrivare anche il pedaggio sull'asse attrezzato», aggiunge Paolucci, «i Comuni erogano servizi essenziali come la scuola, gli asili nido, l'assistenza sociale, vanno sostenuti e certo non ridotti sul lastrico: per questo il Pd presenterà mercoledì le sue proposte operative e concrete per evitare il collasso dell'Abruzzo».
«Il rischio», proseguono dalla segreteria teramana del Pd, «è di sclerotizzare una situazione ormai giunta al limite: si impedirà ai Comuni virtuosi di migliorare i servizi, facendo ripartire il mercato senza incidere sulle cause che producono disavanzi di spesa».
Come inciderà questa manovra sulla vita dei cittadini? Dal Pd indicano che il quadro che emerge dal Rapporto sui diritti globali 2010, promosso da Cgil, Arci, Action Aid e altri, è particolarmente fosco: in Italia 13,6 milioni di lavoratori guadagnano meno di 1.300 euro netti al mese.

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