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Pescara, 22/04/2026
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Data: 08/06/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Dirigenti d'oro, nelle società spese fino a due milioni E nello staff della ricostruzione il figlio di un collaboratore di Chiodi: era al 33. posto in graduatoria.

PESCARA - E' una storia di tv digitali al plasma e di auto blu nuove di zecca, di dirigenti d'oro e di tripli incarichi, di indennità che raddoppiano e qualche volta volano. E' il fortino dei privilegi della Regione Abruzzo che il capogruppo del Pdl Gianfranco Giuliante attacca a testa bassa. Ma è anche la Regione dove i soldi per le fiere servono a finanziare la vanità e le passerelle elettorali degli assessori, e qui la firma sotto la denuncia ce la mette un finiano come Emilio Nasuti.
Doppi e tripli incarichi, stipendi che raddoppiano, indennità che possono lievitare fino al trenta e al cinquanta per cento in più: è il fortino del presidente della Regione Gianni Chiodi con le sue contrafforti da commissario alla ricostruzione. Segreterie e commissioni tecnico-scientifiche dove i dirigenti d'oro diventano di platino: le delibere di incarico contemplano maggiorazioni di stipendio del 50 per cento. Succede questo nella Sprecopoli abruzzese mentre il ministro Tremonti vara la manovra finanziaria che stabilisce che questo tipo di regali saranno banditi per sempre. «A decorrere dalla data di entrata in vigore del provvedimento, nei confronti dei titolari di incarichi di livello dirigenziale generale non si applicano le disposizioni normative e contrattuali che autorizzano la corresponsione di una quota dell'importo derivante dall'espletamento di incarichi aggiuntivi», così recita la finanziaria. E' il de profundis per la norma sui dirigenti d'oro prima ritirata e poi rientrata dalla finestra con le strutture della ricostruzione. Ma c'è di più nella finanziaria, che impone un taglio del 20 per cento a partire dal 2011 «per il noleggio e l'esercizio di autovetture», le auto blu appunto, appena rinnovate dalla giunta Chiodi. Venti per cento significa che su 14 auto, almeno una ma quasi due dovrà essere eliminata. Chissà chi ci capiterà.
Si arrampica sugli specchi la maggioranza di centrodestra per rintuzzare gli attacchi del capogruppo Giuliante, ma il fortino ormai è assediato e le magagne sono sotto gli occhi di tutti. Dirigenti d'oro e stipendi che arrivano fino a 160 mila euro l'anno, sì proprio così, e questo mentre la Regione arranca per arrivare a fine mese, mentre le aziende pagano le tasse ai livelli massimi, mentre gli aquilani cominciano ad accorgersi che soldi per la ricostruzione non ci sono più. Nessun taglio, nessuna razionalizzazione: i dirigenti regionali arrivano ad incassare da un minimo di 77 mila euro ma la media è di 95 mila, fino a un massimo di 102 mila euro. Le indennità variano perchè alla retribuzione tabellare che è di 40.471,08 euro e alla retribuzione-posizione di 37.214,58 uguali per tutti, si aggiungono le retribuzioni-risultato che vanno da un minimo di seimila euro a un massimo di sedicimila e rotti e ce viene decisa da una commissione in base alla produttività dei singoli dirigenti. Ma c'è un'altra voce ancora che è chiamata "Altro" e che deriva dall'anzianità che va da un minimo di 800 euro fino a un massimo di dodicimila.
Ma la Sprecopoli non finisce qua. E' nelle società partecipate che si verificano gli sprechi più intollerabili, lì dove proprio Chiodi si era impegnato a tagliare. All'Arta troviamo due dirigenti che prendono 136 mila euro l'anno e anche quello meglio pagato in tutto l'Abruzzo (161 mila euro). Così all'Arssa si spendono in stipendi 586 mila euro l'anno, all'Arta 2.928.788 sì quasi tre milioni di euro, all'Aptr 168 mila, ad Abruzzo lavoro 378 mila, all'Arit 176 mila. Cifre lorde, sicuro.
Soldi e amici, naturalmente. L'ultima denuncia riguarda l'assunzione di un giovanissimo teramano, figlio di un collaboratore di fiducia del presidente. Il ragazzo presenta la domanda per partecipare alla selezione pubblica per l'assunzione a tempo determinato di "assistente servizi amministrativi e generali, categoria C". Finisce al 33esimo posto. E' il figlio dell'uomo di fiducia di Chiodi, che fu persino candidato con la sua lista civica "Al centro con Chiodi" nel 2004 e incappò in una storia di assenteismo a Teramo. Trentatreesimo posto, epperò viene assunto: nominato da Chiodi "componente della segreteria tecnica della commissione tecnico-scientifica" della ricostruzione. Un regalo, anche questo, sia pure da ventimila euro. No, non è il presidente di tutti, ha attaccato Giuliante. «E' un presidente teramano, nel senso che teramanizza tutto: le nomine e gli incarichi».

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