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Pescara, 22/04/2026
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Data: 08/06/2010
Testata giornalistica: Prima da Noi
Berlusconi a Protezione Civile: «non andate in Abruzzo: vi sparano in testa».

L'AQUILA. Ha ancora strascichi polemici l'inchiesta della Procura di L'Aquila che sta indagando sulle responsabilità della Commissione Grandi Rischi per la mancata evacuazione della città prima del 6 aprile.
Ed è infuriato (come al solito) con la magistratura anche il premier Silvio Berlusconi che questa mattina, durante l'ufficio di presidenza del Pdl sulle intercettazioni, ha criticato duramente l'atteggiamento di certi magistrati.
«Ci criminalizzano perchè dicono che noi vogliamo impedire la libertà di stampa. Ma qui sta succedendo un'altra cosa assurda», si è sfogato il premier.
«Io ho detto a quelli della Protezione civile di non andare più all'Aquila. Appena vanno in Abruzzo gli saltano addosso, addirittura hanno contestato a Bertolaso di non aver previsto il terremoto... Siamo all'assurdo».
Stesse affermazioni sarebbero state ripetute anche dalla 60esima assemblea nazionale di Federalberghi, quando Berlusconi avrebbe rivelato di aver dato disposizione agli uomini della Protezione civile «di non andare in Abruzzo o almeno di farlo senza insegne o almeno senza rendersi riconoscibili» proprio perchè dopo l'apertura di quel fascicolo «rischi che qualcuno che magari ha avuto dei familiari morti sotto le macerie e con una mente fragile, gli spari in testa».
Come detto già nei giorni scorsi dal procuratore capo Rossini, però, nessuna accusa è stata rivolta al dipartimento guidato da Bertolaso ma «solo la Commissione Grandi Rischi è l'oggetto dell'indagine, la Protezione civile non capisco cosa c'entri. Quindi si sono arrabbiati», aveva replicato il procuratore, «abbiamo capi d'imputazione precisi, che sono stati contestati e depositati. In tutti questi non c'e' menzione della Protezione civile».
Ma nei giorni scorsi anche lo stesso Bertolaso si era sentito attaccato dall'inchiesta che vede tra gli indagati Bernardo De Bernardinis, responsabile dell'Ufficio Emergenze del dipartimento da lui diretto e aveva intravisto nell'operazione della magistratura un tentativo di «destabilizzare e distruggere la Protezione Civile. Facciano pure», aveva detto. «Ma chi domani si assumerà la responsabilità di decisioni vitali per la popolazione?».
Il premier, riferiscono all'Agi alcuni partecipanti all'incontro di questa mattina, tra i vari «attacchi politicizzati» della magistratura» ha citato anche l'esempio del porto di Napoli che «stavano per sequestrare e per fortuna siamo riusciti a fermarli».
Per il presidente del Consiglio la magistratura politicizzata «in modo organico» sta impedendo «il governo del Paese» e va, in questo senso, contro gli interessi del Paese.
UGL CONTRO MANOVRA TREMONTI: «PRONTI ALLA SERRATA GENERALE»
Intanto dall'Ugl de L'Aquila arriva l'ultimatum: «se l'art. 39 della manovra economica varata da Tremonti non verrà modificato, il nostro territorio subirà il definitivo 'colpo di grazia' e noi siamo pronti ad uno sciopero generale ed una serrata generale affinchè tutti gli aquilani possano urlare la rabbia per questa insopportabile ingiustizia».
Per Piero Peretti, segretario regionale della Ugl «se la situazione non cambierà l'impatto nei confronti dei pensionati e dei lavoratori dipendenti sarà devastante e più del 60% dei redditi verrà utilizzato per pagare le tasse, le utenze e le scadenze bancarie. Una persona che percepisce una retribuzione lorda di 1.500 euro ed ha un mutuo a carico, avrà a disposizione da Luglio prossimo appena 400 euro mensili».
Di fronte a questo scenario, lo spopolamento della città, che è stato scongiurato con l'efficace intervento in fase di prima emergenza (case, scuole ecc ecc), sarà purtroppo inevitabile.
«In questa drammatica situazione», chiedono dall'Ugl, «è indispensabile essere tutti uniti e manifestare compattamente l'enorme disagio che L'Aquila sta vivendo».

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