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Pescara, 20/04/2026
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Data: 09/06/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Il presidente della Regione: attorno alle parole un polverone che non aiuta a trovare la veritą. Ma Chiodi difende il premier: frasi travisate.

L'AQUILA. «Intorno alle dichiarazioni del presidente del Consiglio si sta sollevando un polverone che non aiuta a trovare la veritą e non č certo di conforto per i familiari delle vittime. Si sta confondendo un tentativo di stigmatizzare l'operato della magistratura e di prendere le distanze da decisioni che Berlusconi non condivide, con una mancanza di rispetto verso la popolazione aquilana e verso un grande dolore che va invece considerato e che resta purtroppo immutato nel tempo». Lo sostiene il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, in merito alle dichiarazioni del premier Berlusconi. «Vorrei ricordare», aggiunge Chiodi, «che il presidente Berlusconi, sin dai primi momenti, ha mostrato grande vicinanza, stima e solidarietą alla nostra gente. Le polemiche di queste ore restano sterili e le accuse, ancora una volta, vengono smentite dai fatti». La polemica segue il provvedimento della Procura che ha messo sotto inchiesta la Commissione grandi rischi che fornģ a cittadini, politici e alla stessa Protezione civile «informazioni incomplete, imprecise e contraddittorie sulla natura, sulle cause, sulla pericolositą e sui futuri sviluppi dell'attivitą sismica in esame». I sette indagati sono accusati di omicidio colposo, lesioni personali e cooperazione nel delitto colposo: si tratta di Franco Barberi, vicario della Grandi rischi, Bernardo De Bernardinis, gią vice capo della Protezione civile, Mauro Dolce, direttore dell'ufficio prevenzione della Protezione civile, Enzo Boschi, presidente dell'Ingv, Giulio Selvaggi, direttore del Centro nazionale terremoti dell'Ingv, Gian Michele Calvi, direttore dell'Eucentre e «padre» del progetto Case, e Claudio Eva, docente di fisica dell'Universitą di Genova. Un atto che gią individua le famiglie dei 308 morti per il sisma come parti offese.

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