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Pescara, 20/04/2026
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Data: 09/06/2010
Testata giornalistica: Il Centro
«Dice così perché sa che è finito lo show». Il segretario del Pd Bersani: anziché fare del vittimismo si occupi del dramma. De Magistris (Idv): il premier soffia sul fuoco del conflitto sociale D'Alema: «E chi lo ascolta più?».

ROMA. «Berlusconi sta mettendo le mani avanti perché sa benissimo che, finito lo show, L'Aquila è nel dramma». Si alza dal centrosinistra la reazione sdegnata alle parole del premier sullo stop alla Protezione civile in Abruzzo, dopo l'inchiesta e gli indagati per omicidio colposo da parte della Procura aquilana sul mancato allarme terremoto.
«Berlusconi non faccia del vittimismo», esordisce il segretario del Pd Pier Luigi Bersani anziché cercare diversivi e fare vittimismi, lasci stare la magistratura, si occupi di fare il suo dovere davanti a della gente che ha subito un danno e un lutto così grave».
«Sono parole rancorose e incendiarie, Berlusconi getta benzina sul fuoco e dimostra, ancora una volta, la sua completa sfiducia nella magistratura», commenta la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti: «Arrivare ad evocare il pericolo di spari in testa agli uomini della Protezione civile è da irresponsabili e ha tutto il sapore di un tentativo di influenzare le indagini». «Berlusconi», conclude Ferranti, «manca di rispetto agli aquilani e a tutti i cittadini italiani che aspettano, con serenità ed equilibrio, giustizia».
Le parole di Berlusconi hanno innescato anche la reazione dell'Idv. «Le affermazioni del premier le possono spiegare solo gli psichiatri o gli esorcisti», sostiene Luigi de Magistris, eurodeputato IdV. «Oggi», spiega, «il canovaccio folle ha raggiunto il suo apice. Dopo aver accusato come sempre i giudici, dopo aver minacciato la Rai trattandola come sua proprietà privata, Berlusconi ha soffiato in modo irresponsabile sul fuoco del conflitto sociale, offendendo tutti gli abruzzesi che sono doppiamente vittime: dell'evento sismico e dello sciacallaggio tentato, a poche ore dalla tragedia, da politici corrotti e imprenditori famelici, i quali hanno rincorso la grande abbuffata speculativa sulle macerie di un dramma umano. Gli stessi che se fosse stato in vigore il ddl sulle intercettazioni sarebbero restati ignoti all'attenzione pubblico-mediatica e favoriti nell'impunità. Il premier stia tranquillo», prosegue De Magistris, «la popolazione abruzzese sa distinguere, nella Protezione civile, chi spende tutto se stesso per offrire aiuto da chi, invece, si presta ad operazioni immorali di speculazione sul dolore sfruttando il suo ruolo apicale». «Rischio di spari in testa per gli uomini della Protezione civile? Ormai siamo al delirio», afferma il capogruppo dell'Italia dei Valori alla Camera Massimo Donadi. «Ve l'immaginate Obama, la Merkel, Sarkozy», continua Donadi «fare un'affermazione del genere? Impossibile. Il premier italiano, invece, si lascia andare a pericolosissime affermazioni che avvelenano il clima e alimentano la tensione. Nella sua ormai ossessiva guerra contro i giudici, Berlusconi mette in relazione le inchieste sul terremoto con il pericolo di gesti folli e violenti. Un'impostura che nessun altro capo di governo responsabile pronuncerebbe mai. Al contrario, Berlusconi dovrebbe essere il primo a volere la piena verità sugli affari della cricca, composta da squallidi personaggi che hanno infangato il lavoro valoroso di migliaia di volontari della Protezione civile». «Queste parole», conclude il capogruppo Idv, «sono solo un'altra conferma: Berlusconi è sempre più inaffidabile ed è arrivato al capolinea della sua avventura politica». «Un'affermazione indecente», conclude Massimo D'Alema (Pd) presidente del Copasir, «se Bertolaso è poi andato all'Aquila vuol dire che Berlusconi dice cose assurde e nessuno lo prende sul serio, neppure i suoi collaboratori».

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