L'AQUILA. Le aziende dell'area del cratere hanno solo pochi giorni per regolare la loro posizione in relazione ai contributi non versati nel 2009 a causa del sisma. Il 16 giugno scadrà la prima delle 60 rate con cui dovranno essere restituiti contributi e tributi Inps e Inail.
Dunque, si tornerà a pagare i contributi proprio nel giorno scelto per la mobilitazione a sostegno di una manovra correttiva sulle agevolazioni fiscali che - sulla scorta di quanto finora disposto dal governo - cesseranno a fine giugno. Un provvedimento che riguarda artigiani, commercianti, imprese della ricostruzione, lavoratori autonomi agricoli, nonché liberi professionisti e committenti, secondo quanto riportato da una comunicazione Inps del 29 gennaio scorso. «Le aziende sono in forte difficoltà» spiega la consulente del lavoro Miria D'Amico «per regolare la posizione dei loro dipendenti. In caso contrario si rischia di finire inadempienti». Una situazione che può avere ripercussioni soprattutto sul settore edile e dell'indotto, «poiché» sostiene la consulente «imprese che sono impegnate nella ricostruzione leggera e che ancora non vengono pagate, nonché tutte le altre che attendono l'indennizzo per i danni subiti dal sisma sono tenute comunque a versare subito i loro contributi. Così come quelli delle persone che hanno dovuto assumere regolarmente per prendere o mantenere gli appalti». E come se non bastasse, la circolare dell'Inps fa riferimento a una futura comunicazione sulle modalità di versamento, che però non é mai arrivata. «Quando il 16 giugno la città scenderà in piazza a manifestare» conclude D'Amico «potrebbe già essere troppo tardi».
LO SCIOPERO GENERALE. Intanto, sulle tasse da restituire a partire dal primo luglio, l'Ug invita tutto il comprensorio a manifestare compattamente «l'enorme disagio che L'Aquila sta vivendo». L'idea lanciata dal segretario regionale, Piero Peretti è quella di organizzare uno sciopero generale e una serrata «affinché tutti gli aquilani possano urlare la rabbia per questa ingiustizia. Un'iniziativa del genere si può realizzare solo se si è tutti unit». Se l'articolo 39 della manovra economica varata da Tremonti non verrà modificato, il nostro territorio subirà il definitivo "colpo di grazia". Questa città, dopo la catastrofe del 6 Aprile 2009, è in ginocchio. Migliaia di persone sono senza lavoro e vi sono categorie artigianali e commerciali ancora ferme. «Se la situazione non cambierà, l'impatto nei confronti dei pensionati e dei lavoratori dipendenti sarà devastante e più del 60% dei redditi verrà utilizzato per pagare le tasse, le utenze e le scadenze bancarie». Il segretario dell'Ugl conclude con un esempio: «Una persona che percepisce una retribuzione lorda di 1.500 euro e ha un mutuo a carico, avrà a disposizione da luglio appena 400 euro mensili. Di fronte a questo scenario» dice «lo spopolamento della città, scongiurato con l'efficace intervento in fase di prima emergenza, sarà inevitabile».