ROMA. Addio alla Provincia di Vercelli (180.111 abitanti) in Piemonte, a quella di Isernia (88.895) in Molise, a quella di Fermo (176.488) nelle Marche e a quella di Vibo Valentia (167.334) in Calabria. Lo stabilisce la norma introdotta nel Codice delle autonomie che oggi viene approvato in commissione Affari Costituzionali della Camera e che da lunedì sarà all'esame dell'Aula. Nell'articolo del Codice si stabilisce che devono essere soppresse le Province con meno di 200mila abitanti. Secondo i dati Istat del 2009 quelle in questa situazione sono quattro. Altre tre Province sono ancora in forse perché pur avendo meno di 200 mila abitanti potrebbero non rientrare in quanto al 50% per cento con territorio montano: sono Biella e Verbano-Cusio-Ossola in Piemonte, e Crotone in Calabria.
E mentre il Codice pare in dirittura d'arrivo il ministro Roberto Calderoli, Lega, annuncia due decreti legislativi entro giugno sulle imposizioni fiscali di Comuni e Province: «Acceleriamo sul federalismo fiscale». Dall'opposizione arriva uno stop, sia sul federalismo sia sul Codice autonomie: «Votiamo no se il testo è questo». Di seguito alcune delle norme del Codice Autonomie.
Funzioni. Quelle fondamentali dei Comuni riguardano in particolare quattro ambiti: le attività produttive, con il coordinamento delle attività commerciali; quelle legate alle infrastrutture e al territorio, con pianificazione urbanistica e recupero del territorio; quelle del settore socio-culturale e della sicurezza urbana. Tra le competenze dei Comuni c'è anche la tenuta dei registri di Stato civile nell'esercizio delle funzioni di competenza statale. Tra le funzioni delle Province ci sono la pianificazione dei trasporti, la costruzione e la gestione delle strade provinciali e la prevenzione delle emergenze, in raccordo con i piani nazionali e regionali della protezione civile. L'edilizia scolastica, come ora, spetta a entrambi questi livelli di governo. Vengono previste anche funzioni specifiche per le città metropolitane.
Trasferimento poteri. Le Regioni, nelle materie di propria competenza legislativa, possono attribuire l'esercizio di funzioni fondamentali a Province e Comuni assicurando comunque il principio di sussidiarietà. L'avvio dell'esplicazione delle funzioni trasferite è subordinato all'effettivo trasferimento di beni e risorse.
Stop ai «doppioni». A decorrere dal trasferimento delle risorse finanziarie, umane, strumentali e organizzative necessarie all'esercizio delle funzioni fondamentali cessa ogni finanziamento che rappresenti un doppione.
Via direttore generale. Sale da 15mila a 100mila la soglia di abitanti oltre la quale un Comune può nominare un direttore generale.
Comunità montane. Possono essere soppresse con leggi regionali e, comunque, dall'entrata in vigore della legge lo stato cessa di concorrere al loro finanziamento.