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Pescara, 20/04/2026
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Data: 09/06/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Tagli agli stipendi, depositata la legge-lumaca Ma la maggioranza si mette al sicuro: le norme sul vitalizio varranno dalla prossima legislatura.

PESCARA - Cinque mesi per venire alla luce e il doppio per percorrere i dieci metri che separano l'ufficio del dirigente da quello della presidenza, quasi un metro al mese: la legge-lumaca è stata finalmente depositata ieri pomeriggio alle 16.34, dopo mesi di pressioni e di denunce da parte di giornali e opposizione che non sarebbero neppure serviti a nulla se non ci fosse stata la manovra finanziaria del governo e l'annuncio del ministro Calderoli di ridurre le indennità dei parlamentari. Per non perdere la faccia alla fine la Regione Abruzzo si è decisa, a costo di sfidare le ire e i maldipancia di gran parte dei consiglieri di maggioranza ma anche di qualche partito di opposizione. Anche perchè alla fine persino il Pd aveva detto basta chiacchiere e interrogazioni e si era applicato autonomamente la riduzione del dieci per cento, sfidando l'aplomb di Pagano che senza battere ciglio si era limitato a fornire le istruzioni per l'uso. Il timbro adesso c'è ma che fatica. La legge arriverà in commissione con una clausola, che è l'unica che ha consentito a Pagano di aggirare le resistenze dei suoi colleghi del Pdl: la riduzione del vitalizio e l'innalzamento dell'età per la corresponsione dell'assegno varrà per la prossima legislatura. E' il tana liberi tutti per gli attuali consiglieri che si mettono così in cassaforte la sicurezza del vitalizio, non si sa mai.
Porta la firma di Alessandra Petri, Nazario Pagano, Giorgio De Matteis, Luciano Terra e Giovanni D'Amico la legge lumaca sui tagli agli stipendi dei consiglieri regionali. Se continuerà a marciare con lo stesso ritmo, in commissione ci rimarrà almeno per due anni. «Ma se volessero davvero - commenta il consigliere Pd Claudio Ruffini - la legge potrebbe essere liquidata dalla commissione e portata in consiglio regionale nel giro di quindici giorni». Se volessero.
Il problema è che non vogliono. Persino nell'ultima riunione di maggioranza la legge-lumaca era stata oggetto di attacco, con tutto il copyright. Non ci stavano i pidiellini a far passare Pagano per quello bravo mentre loro gli sciuponi che non accettano i tagli alle indennità. La legge prevede la riduzione del 10 per cento, il divieto di cumulo delle indennità, sanzioni per chi diserta le sedute anche se poi allarga la casistica per giustificare le assenze, includendo anche quei "gravi motivi personali o familiari, nei limiti di tre giorni per anno" sotto il cui tetto si può infilare di tutto. Poi prevede lo spostamento a 65 anni dell'età minima per il vitalizio e la riduzione al 75% (era dell'85) rispetto alle indennità parlamentari e anche una razionalizzazione delle spese per i gruppi consiliari. «La proposta di legge nasce dall'esigenza di provvedere a un complessivo riordino delle disposizioni vigenti in materia - spiega Pagano - spesso prive di coordinamento e di difficile comprensione anche per gli addetti ai lavori, contenute in circa 50 leggi regionali. Obiettivo del provvedimento è la riduzione dei cosiddetti costi della politica attraverso un testo unico che ora sarà discusso in commissione».Ma Sprecopoli non se la caverà con così poco. Alleanza per l'Italia e l'Italia dei valori chiedono di tagliare anche le auto blu, che la Regione Abruzzo ha di recente rinnovato dotando le nuove fiammanti Audi A6 anche di tv digitali per ingannare l'attesa durante i viaggi da casa all'Aquila e ritorno. «La Regione concorre all'inglorioso primato nazionale che pone l'Italia al primo posto per auto blu rispetto a tutte le altre nazioni europee e agli Stati Uniti con oltre 600 mila autovetture - denuncia il portavoce Bruno Evangelista - Nel 2007 l'allora assessore Giovanni D'Amico assunse l'impegno di fare una ricognizione del parco-auto». Ma siamo ancora a carissimo amico. Chiede di stringere la cinghia e una ricognizione delle auto anche il dipietrista Lucrezio Paolini: «Una verifica che riguardi gli organi politico-istituzionali ma anche i dirigenti regionali e degli enti collegati. Dopo questo monitoraggio, da fare in pochissimo tempo, sarà indispensabile intervenire con un taglio netto rispetto a quello che è ritenuto dai cittadini un privilegio costoso e inaccettabile». Un taglio netto in poco tempo: per chi ci crede.

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