Cinque giorni di sciopero della fame, da oggi a lunedì, per scongiurare il passaggio della filovia lungo la strada parco. Riprenderanno a mangiare poco prima delle 16, quando ci sarà il consiglio comunale straordinario in cui sarà discussa la proposta popolare di adottare un percorso alternativo a quello previsto lungo l'ex tracciato del trenino che collegava Pescara a Montesilvano. Wally Scurti, Saveria Grittani e Sofia Orsini, in rappresentanza di 1500 iscritte del comitato mamme dell'associazione strada parco, restano senza cibo per far capire alle istituzioni che non scherzano. Che sono pronte anche a questo gesto drastico pur di allontanare la certezza, perché tale al momento è, della realizzazione del mezzo elettrico della Gtm sulla striscia d'asfalto, che comunque la si metta rappresenta una unicità divenuta proprietà di ciclisti e pedoni. Che non vogliono che venga sottratto loro l'unico spazio chiuso alle auto che resta. Le tre donne staranno tutto il tempo nell'ex pollaio di via Castagna, oggi divenuto sede dell'associazione che fa capo a Mario Sorgentone, e saranno seguite dal medico Giuseppe Capone (altro socio nonché colui che per primo ha lanciato il rischio dell'inquinamento elettromagnetico dai tralicci), che controllerà che questa manifestazione estrema sortisca i suoi effetti di protesta, ma non metta a rischio la salute delle "eroine".
Tre le richieste avanzate al sindaco Luigi Albore Mascia, considerato colpevole di girarsi dall'altro lato quando si torna a battere sulla filovia: utilizzare il tracciato alternativo, ricavato dal collegamento via Caravaggio, via Ferrari, nuovo ponte Camuzzi in programma; sperimentare per tre mesi autobus ecologici per verificare il numero reale di passeggeri che usano quella tratta; realizzare la metropolitana ferroviaria di superficie Montesilvano-Pescara-Chieti-Francavilla quale quale soluzione del pendolarismo nell'area metropolitana. Sorgentone è esasperato: «Questo nostro gesto è una risposta obbligata alle bugie e alle reticenze di questi anni. E' il modo per dimostrare quanto ci crediamo, quanto sentiamo questa strada luogo d'aggregazione non solo per chi ci abita, ma per tutta la città. Nonostante siamo stati accusati di sapere che l'opera serva, ma di non volerla qui per difendere i nostri interessi (come per l'elettrodotto di Terna, rispunta la complessa psicologia della sindrome Nimby, ndr) di tutelare il valore delle nostre case. Ma non è così. Ci hanno ripetuto che adesso sia tardi per fare marcia indietro. Rispondiamo che abbiamo iniziato a protestare nel 2004 raccogliendo 3mila firme e seguitato nel 2007 con 8mila, ma non ci hanno dato ascolto. Abbiamo ricevuto come risposte alle nostre richieste di chiarimenti solo arroganze, ironie e menzogne da parte di chi ci governa e di chi ci ha governato. E poi, ci è stato detto che il filobus porterà 800 passeggeri l'ora per ciascuna delle due direzioni, in totale 1600. Ma ci piacerebbe sapere questi numeri da dove arrivino perché se facessero una sperimentazione uscirebbero altre cifre, nettamente ridotte».