VASTO. Amici come e più di prima. Con una stretta di mano sul palco di Palazzo D'Avalos il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro e il Guardasigilli, Clemente Mastella hanno suggellato la fine delle ostilità e dato vita ieri sera a Vasto ad un vivace faccia a faccia, moderato dal direttore dei servizi parlamentari Rai, Anna La Rosa, sui tempi più attuali e scottanti: intercettazioni telefoniche, tempi della giustizia e indulto. Il confronto fra i due leader del centrosinistra si intitolava "Due modi diversi di stare nell'Unione". E' esattamente quello che hanno dimostrato alla vasta platea del palazzo marchesale.
Più veemente l'atteggiamento di Di Pietro, più moderato quello di Mastella. Nessuno dei due ha fatto marcia indietro sui temi che li hanno divisi nelle scorse settimane. Tuttavia hanno messo da parte le vecchie incomprensioni, garantendo il massimo accordo per il raggiungimento di importanti obiettivi.
L'argomento del giorno era quello delle intercettazioni. «L'organizzazione che ha dato vita alle intercettazioni telefoniche è di gran lunga peggio della vecchia P2 e ha cercato di creare un "anti-Stato"», ha detto senza tanti giri di parole Antonio Di Pietro, che ha condiviso l'iniziativa di Clemente Mastella di disporre un'ispezione alla Telecom dopo lo scandalo delle intercettazioni illegali. «Una iniziativa», ha sottolineato il Guardasigilli «che ho annunciato a mercati fermi per salvaguardare il titolo di una società quotata in Borsa. Ho adottato un atto amministrativo», ha aggiunto Mastella «che non riguarda gli ispettori del dicastero. E' un'attività di natura tecnico operativa per vedere se ci sono contiguità o detriti di natura morale che potrebbero ulteriormente inquinare le intercettazioni».
A proposito della numerose richieste arrivate in Parlamento di sospensione delle attività di intercettazione affidate a Telecom, Mastella ha spiegato. «Ho preso atto di queste esigenze, ma non voglio criminalizzare nessuno. Mi sono posto a garanzia di chi è destinatario di una concessione. Nei controlli amministrativi che ho ordinato non c'è nulla di canagliesco. Non mi piace essere considerato un sostenitore dell'ancienne regime» ha proseguito. «Tuttavia sono costretto a rimpiangere Sip e Stet che erano settori trainanti nelle comunicazioni. Li preferisco di sicuro ad una azienda che ha accumulato 40 miliardi di debiti».
La tutela dei cittadini onesti è stata al centro del dibattito sulla giustizia. La lentezza va a danno del cittadino. Su questo punto Di Pietro e Mastella si sono trovati perfettamente d'accordo. Entrambi hanno dichiarato necessario ridurre i tempi processuali.
«Soprattutto in quelli civili i ritardi sono drammatici», ha detto Mastella, «si deve cominciare a lavorare sull'organizzazione giudiziaria. Non sono più sopportabili ferie estive che vanno dal 18 luglio al 15 settembre. E' una chiusura esagerata». Mastella ha lanciato un appello anche ai sindacati affinchè lo aiutino a vincere la battaglia. Secondo il ministro Di Pietro anche ai giudici è necessario chiedere qualche sacrificio in più. «Le ferie per esempio devono passare da 60 a 30 giorni», ha detto.
Mastella ha difeso la legge sull'indulto incurante anche della disapprovazione della platea. «Non sono pentito. E' un gesto cristiano», ha sostenuto. L'ex magistrato di Mani pulite al contrario ha definito il provvedimento «inaccettabile». «Ventiquattromila persone sono uscite dal carcere. A questo punto è importante trovare il modo per reinserire gli ex detenuti in società, altrimenti domani tornano tutti dentro», ha incalzato Di Pietro. Il leader dell'IdV rivolto al Guardasigilli gli ha quindi chiesto di reintrodurre il reato di falso in bilancio, adottando misure più severe anche nel diritto societario. «Per il bene dei cittadini vanno frenate le azioni dei "furbetti del quartiere"», ha concluso.