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Data: 10/06/2010
Testata giornalistica: Il Centro
«Ma in città non c'è animosità». Bertolaso sul mancato allarme: travisate le parole del premier. «Berlusconi è preoccupato come un padre di famiglia».

ROMA. «Io martedì ero all'Aquila, sono stato salutato, applaudito, ho firmato autografi. Non mi pare ci sia tutta questa animosità». Così Guido Bertolaso, all'aeroporto dell'Urbe, a margine della presentazione della flotta aerea dello Stato che sarà impegnata a fianco delle Regioni nella lotta agli incendi boschivi, commenta le dichiarazioni di Berlusconi, che sul mancato allarme prima del terremoto aveva detto che «la Protezione civile non si recherà più in Abruzzo finché esisterà l'accusa di omicidio colposo».
«Il presidente del consiglio, come tutti i padri di famiglia», sottolinea Bertolaso, «è preoccupato che ci siano reazioni negative rispetto a questo genere di accuse che saranno smentite e demolite in tempi molto rapidi». Ieri, il premier è tornato a chiarire le sue parole sulla Protezione civile intervenendo all'assemblea di Confartigianato: «Non ho partecipato ad alcun appalto, ma ho visto lavorare e in 390 appalti non c'è stata alcuna cricca, niente di meno che positivo. D'altro canto, da parte degli imprenditori che hanno perso le gare non c'è stata alcuna protesta. Abbiamo fiducia» ha detto Berlusconi, «è gente seria». Parole che l'eurodeputato dell'Idv, Luigi De Magistris, bolla subito come false: «Da quanto sta emergendo a L'Aquila, come in altre procure», dice, «mi sembra che la cricca sia stata ben operante». Ma Bertolaso guarda avanti e smonta anche l'ennesima notizia su un'abitazione di cui avrebbe usufruito, messa a disposizione da Diego Anemone. «Non ho mai avuto né la proprietà, né la disponibilità di alcun immobile all'estero, tantomeno in Costa Azzurra o a Montecarlo». E per la prima volta non esclude la possibilità di chiedere che gli atti dell'inchiesta che lo riguardano vengano tolti ai magistrati perugini titolari del fascicolo e trasferiti a Roma, la procura che secondo Bertolaso è competente a giudicare i suoi eventuali illeciti. Parole che a Perugia non vengono prese più di tanto in considerazione dai magistrati Sergio Sottani e Alessia Tavarnesi che vanno avanti con gli accertamenti e sarebbero intenzionati a sentire Bertolaso la prossima settimana. Per avere chiarimenti sull'abitazione di via Giulia utilizzata per un periodo dal capo della Protezione Civile e il cui affitto, secondo l'architetto Zampolini, sarebbe stato pagato da Anemone (versione smentita da Bertolaso), sui rapporti di lavoro tra la moglie e le imprese dell'imprenditore e sulla disponibilità di una casa all'estero, messagli sempre a disposizione da Anemone. Della casa si accennerebbe in alcune intercettazioni e documenti in mano alla procura, ma gli accertamenti disposti e ancora in corso, al momento, hanno dato esito negativo. Quanto ai motivi alla base della possibile richiesta di trasferimento di competenza è Bertolaso stesso a spiegarli, non prima di aver diffuso una lunga nota in cui afferma di essere intenzionato a «superare qualsiasi record in materia» di querele. «Ai pm di Perugia ho dato la mia disponibilità a fornire tutti gli elementi utili a fare piena luce» dice «e con loro ho già chiarito le vicende che mi sono state contestate, sempre imperniando il mio rapporto su un grande senso di lealtà, trasparenza e stima, che ho nutrito e nutro nei loro confronti».
Ma è chiaro che se «dovessero venir meno questi valori, uno potrebbe anche chiedere di essere gestito da quella che era la procura competente. Che come è noto, per il mio caso, non è certamente Perugia», visto che con Achille Toro (l'ex procuratore di Roma coinvolto nell'inchiesta, ndr) «non ho nulla a che vedere». Tanto che lo stesso Toro, prosegue, «nelle intercettazioni dice che Bertolaso non c'entra nulla in questa vicenda, gli hanno teso una trappola». Bertolaso manda un messaggio chiaro: basta essere «quotidianamente processato e condannato dalla stampa» sulla base di uno «stillicidio di notizie false, pubblicate con un tempismo sospetto». Anche perché, «se ogni giorno assistiamo a delle fughe di notizie, si tratta di capire dove queste notizie vengono raccolte». Per Bertolaso, le notizie sulla casa in Francia sono nient'altro che «una nuova puntata della macelleria mediatica che mi vede coinvolto».
«Nessuno potrà proteggere me e la mia famiglia» conclude «nei prossimi giorni leggeremo» che alla Protezione Civile «spacciamo droga, ci piace molestare i bambini e sprechiamo i soldi dell'Abruzzo in qualche casinò di Las Vegas. Ma noi sappiamo che tutto ciò è falso e andremo avanti sapendo di poter contare sull'appoggio dei cittadini».

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