TERAMO. Blocco degli straordinari, da domani, nel cantiere del raddoppio della Villa Vomano-Teramo. L'hanno indetti Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil per protesta contro la decisione della ditta appaltatrice, la Toto, di negare diritti acquisiti da decenni ai lavoratori edili della provincia. E' in discussione, prioritariamente, il mancato riconoscimento dell'indennità di lavoro in zone disagiate, derivante dell'articolo 22 del contratto integrativo provinciale. In sostanza in provincia di Teramo, per lavori in cui è previsto l'alloggio, di tutti o parte dei lavoratori, in cantiere o in servizi esterni, l'azienda deve pagare un'indennità pari al 16% della paga base. I sindacati hanno fatto richiesta in tal senso, la Toto si è rifiutata.
«In cantiere alloggia più della metà dei 109 lavoratori», esordisce Amedeo Marcattili, segretario della Fillea Cgil, «si rientra nella fattispecie del contratto provinciale. Eppure un'azienda di queste dimensioni, che prende lavori per miliardi, ci nega un diritto acquisito. E' un'indennità percepita addirittura decine di anni fa dai lavoratori che eseguirono il Traforo, l'autostrada di cui adesso si fa il radoppio. Senza contare che viene pagata ai lavoratori del Lotto zero, a poche centinaia di metri. L'impressione è che la Toto consideri Teramo terra di conquista e sfruttamento». I sindacati annunciato che interesseranno la Provincia, anche perchè ci sono alcune questioni da definire. «Chi non dorme in cantiere», incalza Marcattili, «ha un capannone per spogliarsi dove non c'è bagno, nè una sedia, nè un armadietto, solo chiodi alle pareti. Avevano detto che avrebbero provveduto, non è avvenuto».