Iscriviti OnLine
 

Pescara, 20/04/2026
Visitatore n. 753.299



Data: 10/06/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Il sindacato in piazza contro la manovra «ingiusta e iniqua che deprime l'economia». Sciopero della Cgil il 25 giugno. Fini: «Confronto sulla Finanziaria, troppo sbilanciata verso la Lega».

ROMA.Affondo di Gian Franco Fini sulla manovra: per il presidente della Camera si tratta di un provvedimento troppo sbilanciato a favore della Lega, privo di investimenti per il Sud, punitivo con gli Statali.
Si può dunque cambiare in Parlamento nei suoi aspetti «più discutibili» senza toccare cifre e numeri.
Nel giorno della proclamazione dello sciopero generale della Cgil per il 25 giugno, la terza carica dello Stato non solo esprime forti perplessità sul provvedimento ma dà mandato all'economista Baldassarri di preparare una sorta di «contromanovra». Dopo la trattativa sulle intercettazioni, il fastidio di Fini per una manovra ispirata «da un unico blocco di riferimento» stavolta si concentra sull'economia, durante una cena organizzata dalla sua Fondazione «Farefuturo». Alla contromanovra, sotto forma di «appunti» sarà dato il via libera martedì prossimo. Numerose le contestazioni: mancanza di investimenti al Sud, scarsa attenzione ai dipendenti pubblici, mancanza di sostegno verso le categorie deboli. In pratica si contesta una politica fatta di troppi sacrifici e poco sviluppo.
La Cgil ha proclamato intanto lo sciopero generale per il 25 giugno. L'astensione dal lavoro sarà di 4 ore nel settore privato e di 8 ore in quello pubblico (l'Emilia-Romagna si fermerà per tutta la giornata) con manifestazioni regionali o territoriali. «Se fossi Epifani non sciopererei» dice la leader della Confindustria, Emma Marcegaglia. La Cgil «è contro gli interessi dell'Italia» gli fa eco il ministro Ronchi, mentre il segretario della Cisl Bonanni rincara la dose sullo «sciopero politico». Epifani replica difendendo le ragioni dello sciopero. «Dove c'è una manovra che colpisce in maniera non equa i sindacati reagiscono, in Italia reagisce solo la Cgil, in Europa tutti». Adesioni allo sciopero arrivano dal Pd, Federazione della sinistra, Sinistra e Libertà e Idv.
Sabato la Cgil ha promosso una manifestazione nazionale a Roma dei lavoratori del pubblico impiego. Il corteo partirà da piazza della Repubblica e sarà concluso in piazza del Popolo dai comizi dei segretari di categoria Pantaleo (Flc), Dettori (Funzione pubblica) e da Guglielmo Epifani, segretario generale della confederazione. La giornata di mobilitazione sulla parola d'ordine «tutto sulle nostyre spalle» ha ieri ottenuto l'adesione del segretario del Pd Pier Luigi Bersani.
La Cgil spiega i motivi dello sciopero: «Il governo ha varato una manovra ingiusta, iniqua e con scelte che deprimono ancora di più l'economia» perché «blocca i contratti pubblici, anche quelli già rinnovati e gli scatti di anzianità nella scuola; taglia i trasferimenti alle regioni e ai Comuni; ferma per un anno la pensione per tutti i lavoratori e le lavoratrici e riduce la salvaguardia per coloro che sono in mobilità; chiude il 40% degli enti di ricerca; congela il turn over e licenzia la metà dei precari in tutta la pubblica amministrazione, blocca la contrattazione di secondo livello e decide nel 2012 il pensionamento a 65 anni delle lavoratrici pubbliche; col collegato lavoro attacca i diritti di quanti lavorano». La Cgil propone una riforma fiscale abbassando la tassazione dei redditi da lavoro dipendente e sulle pensioni, la lotta all'evasione, la tassazione dei grandi patrimoni, il varo del Piano del lavoro per i giovani e le donne incentivando assunzioni a tempo indeterminato, tagli agli sprechi.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it