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Pescara, 20/04/2026
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Data: 10/06/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Il presidente della Cna sulla riforma. «Vanno bene i tagli ma č inaccettabile la rendita vitalizia».

PESCARA. «Va bene la presentazione del disegno di legge regionale che riduce le indennitą di carica di consiglieri e assessori regionali, ma resta aperta la questione inaccettabile della rendita vitalizia dopo pochi anni di legislatura». E' il commento del presidente della Cna abruzzese, Italo Lupo, dopo la presentazione del progetto di legge sui tagli alle indennitą di consiglieri e assessori regionali.
Lupo considera comunque positiva la formalizzazione di un testo di riforma che muove lungo la strada sollecitata, in questi mesi, da cittadini e associazioni d'impresa e che sin qui aveva trovato solo atti di buona volontą individuali come quello del gruppo del Pd che si era autoridotto del 10 per cento l'indennitą. «Resta da augurarsi», prosegue Lupo, «che i tempi di approvazione siano proporzionati alle aspettative di una pubblica opinione che mal sopporta l'incoerenza tra le parole e i fatti».
Quel che invece, a detta del presidente della Cna abruzzese, resta inaccettabile, č «il permanere dell'assurdo privilegio della rendita vitalizia concessa agli ex consiglieri regionali dopo pochi anni di contribuzione, nonostante il belletto di qualche norma che si dice di voler introdurre».
Italo Lupo fa notare come mentre il governo discute di come dare immediata esecuzione a una norma europea che impone l'innalzamento dell'etą pensionabile delle donne a 65 anni, «il consiglio regionale si appresti a varare una norma sulle rendite vitalizie che, pur innalzando a 65 anni la soglia necessaria per poterne usufruire, sposta alla prossima legislatura i pochi effetti moralizzatori presenti».
Intanto, sempre sui costi della politica, ma sul fronte del parco macchine rinnovato di recente dalla Regione tramite la Consip, interviene Bruno Evangelista, portavoce di Alleanza per l'Italia (Api). «La scandalosa iniziativa della Regione va in contrasto con quanto stabilito dalla recente manovra finanziaria. Un pannicello caldo», conclude, «ma sufficiente e significativo a decretare l'assoluta inconcludenza e l'inerzia dell'attuale governo regionale».

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