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Pescara, 20/04/2026
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Data: 10/06/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Poltrone d'oro, un tutor per il direttore lottizzato. Stipendi da record, da 90 a 160 mila euro per i capi.

PESCARA - Clientelopoli ha le sue esigenze. Deve sistemare su una poltrona importante un politico che ha dato tanto, che per il Pdl ha lasciato il centrosinistra e il posto di consigliere provinciale con Stefania Pezzopane. Ha un debito di riconoscenza grosso come una casa il Pdl e soprattutto il coordinatore Filippo Piccone con il bancario Benito Marcanio quando il 28 aprile scorso lo ringrazia della fiducia portandolo all'altare della Sangritana spa, società dei trasporti abruzzese con socio unico la Regione Abruzzo. Marcanio diventa direttore generale. Lui è di Celano come Piccone e come il nuovo presidente della Provincia dell'Aquila e anche come il neo segretario generale, il che non guasta. Anzi. E' la celo-teramanizzazione delle nomine che va da Celano a Teramo, appunto. Come vice viene confermato Alfonso D'Alfonso, candidato del Pdl non eletto per un soffio alla Provincia dell'Aquila. La Regione ha un cuore grande come una casa e nonostante le promesse di Chiodi non taglia di un centesimo le retribuzioni di direttore e vice, che sono rispettivamente di 120 mila e 90 mila euro. E non fa niente che il trasporto pubblico locale nel bilancio della Regione rappresenti la seconda voce di spesa e che tutti dal centrosinistra al centrodestra si fossero sperticati a dire che bisognava fare la riforma. Manco per niente, di riforma non si parla più.
Ma gli stipendi di direttore e vice non sono nulla, non ancora. Nomine clientelari, nomine politiche certo: lo dimostra il contratto di consulenza firmato qualche giorno dopo il 28 aprile dal presidente della Sangritana Pasquale Di Nardo. Che dopo aver messo al sicuro Marcanio e D'Alfonso incarica l'ex direttore generale Luigi Nuzzo di lavorare ancora per Sangritana spa per altri quattro mesi. Rinnovabili. Il contratto inizialmente doveva essere annuale, poi è il pudore raccontano nei corridoi della Regione, a indurre la Sangritana a ridurlo a quattro. Tanto poi si fa sempre in tempo a rinnovarlo. Se uno è bravo esperto indispensabile, uno che quelle cose le sa fare solo lui, in qualsiasi azienda che si rispetti viene confermato al suo posto. Alla Sangritana no: viene rimosso per fare largo al bancario di fiducia di Piccone, ma poi viene riassoldato con un contratto di consulenza perchè sennò l'azienda non va avanti. Chiodi style, anche questo, alla faccia del rigore e della meritocrazia.
Ammette Pasquale Di Nardo: «Nuzzo era responsabile di procedimenti di importanti attività aziendali, per questo io ho proposto di fargli il contratto di consulenza. Quando era direttore stava curando l'omologazione presso l'Agenzia per la sicurezza dei cinque elettrotreni chiamati Orsetto ereditati dalle ferrovie del Belgio, ed era responsabile della gara di acquisto per il trasporto pubblico locale: due partite troppo delicate per lasciarle in mani diverse. Ma è un contratto da ventimila euro». Ventimila euro, e il soltanto è sottinteso. Ma se era responsabile di così importanti progetti, perchè toglierlo? «Ci è stata data l'opportunità di acquisire una nuova professionalità proveniente dal mondo bancario, e noi l'abbiamo fatto». Tanto è questione di pochi spiccioli. «Non siamo un carrozzone - si difende Di Nardo - Non siamo una fabbrica di stipendi. Abbiamo bisogno di acquisire nuove professionalità adesso che Trenitalia sta abbandonando la tratta Adriatica». Per ora, Marcanio e D'Alfonso a parte, in dote alla Sangritana ci sono altri tre dirigenti. Pochi, secondo Di Nardo. E molto meglio pagati dei primi due. Sembra che raggiungano le vette record di alcuni dirigenti regionali, pagati fino a 160 mila euro e molto più del presidente che dichiara 56 mila euro l'anno. «Ma io sono in azienda dalle otto meno un quarto del mattino alle dieci di sera, sabato compreso». Di Nardo non c'entra, non del tutto quanto meno. Le nomine le decidono altri: Chiodi & Piccone, in questo caso.

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