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Pescara, 20/04/2026
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Data: 10/06/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
«Dispiace che si getti fango sulla Protezione civile». Berlusconi: «Nessuna "cricca" negli appalti del terremoto», De Magistris: «È falso».

Silvio Berlusconi non perde occasione per richiamare L'Aquila nei suoi discorsi. E non aspetta neanche che si spengano le polemiche del giorno prima sull'invito alla Protezione civile di «non andare all'Aquila» perché, dopo la vicenda giudiziaria sul «mancato allarme» per il terremoto, «c'è il rischio che qualcuno spari». Sembra una strategia studiata, nella piena consapevolezza delle reazioni e dell'"attenzione" che le parole possono scatenare. «Non ho partecipato a nessun appalto e con nessuna azienda, non ho raccomandato nessuno, ma posso assicurare che nei 390 contratti di appalto non c'è stata nessuna "cricca"» ha detto ieri, nel corso del suo intervento all'assemblea di Confartigianato, in riferimento alle inchieste sugli appalti per la ricostruzione dopo il terremoto. «Berlusconi dice il falso - ha commentato l'eurodeputato Luigi De Magistris dell'Idv -. Da quanto sta già emergendo dalle prime inchieste giudiziarie, mi sembra che all'Aquila, come in altri posti, la "cricca" sia stata ben operante... A ottobre saremo in Abruzzo come commissione Controllo sul bilancio del Parlamento europeo, che ha destinato circa 350 milioni di euro, e non vorremmo certo che fossero gestiti dalla "cricca"». «Non c'è stato nessuno degli imprenditori, che ha perso le gare di appalto, che ha portato avanti azioni di protesta - ha aggiunto Berlusconi -. Il Governo ha risposto bene all'emergenza terremoto e mi dispiace che si getti fango sulla Protezione civile e su quanti hanno lavorato». Eccola qua, di nuovo, la pizzicata sulla Protezione civile. Ha un bel dire Alfredo Rossini che «sotto inchiesta non c'è la Protezione civile, ma la commissione Grandi rischi». Dopo la grande operazione immagine giocata sulla partita terremoto, qualsiasi risultato è, prima nel bene e ora nel male, identificato con la Protezione civile. Se bruciava l'indagine sui grandi appalti, quindi, questa inchiesta per «omicidio colposo» è fuoco vivo perché colpisce il "core business" del Dipartimento. Il perché lo ha spiegato, al Corriere della Sera, Franco Gabrielli, ex prefetto dell'Aquila, e designato da Bertolaso come suo successore: «Per carità, la magistratura deve fare il suo lavoro, ma tutti questi Soloni che ora dicono che tutto poteva essere previsto, dov'erano nei cinque giorni prima del terremoto? Potevano anche sollevare dubbi sulla decisione presa dalla Commissione. Non uno ha espresso perplessità». Giuliani a parte. «Certo, ma per tutti questi grandi professori, che ora parlano sui giornali, è facile, a posteriori, dire che bisognava evacuare quella notte. Ma chi? E dove? E perché di notte? I crolli maggiori sono stati nelle chiese. C'era appena stata la domenica delle Palme, tante volte mi è venuto un brivido a pensare che, se il terremoto ci fosse stato durante le celebrazioni, avremmo raccolto molti più morti... Oggi è facile pontificare, ma lo sciame sismico pre terremoto è stato tale e quale a quello post sismico (periodo durante il quale non sono state fatte evacuazioni nel resto della provincia perché non c'erano elementi scientifici che giustificassero il provvedimento, ndr). Se oggi si mette in discussione che i terremoti non possono non essere previsti e tutto viene rimesso a una valutazione ex post, si passa da un piano della scienza a quello del Fato. Allora è meglio che invece di affidarsi alla commissione Grandi rischi, ci si affidi alla divina provvidenza». Il "consiglio" di Berlusconi alla Protezione civile, comunque, non è formale e sostanziale, è lanciato per suscitare clamore come dimostrano l'arrivo in città di Guido Bertolaso per ritirare un premio e le rassicurazioni del ministro dell'Interno, Roberto Maroni: «Gli uomini della Protezione civile ci sono all'Aquila, ci andranno ancora e ci resteranno se ce ne sarà bisogno».

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