Tasse, fondi per l'emergenza e la ricostruzione, zona franca: è un vero e proprio braccio di ferro quello in corso tra la comunità e il Governo, intenzionato a chiudere i rubinetti. Il commissario Gianni Chiodi proverà oggi, a Roma, nella sede del Ministero dell'Economia e delle Finanze, a strappare qualcosa. Chiederà all'Esecutivo di rifinanziare l'articolo 7 dell'ordinanza relativa al Fondo Emergenza, nonché di accelerare l'erogazione dei trasferimenti dei fondi già impegnati con le delibere Cipe 35 e 82 del 2009 pari a circa 800 milioni di euro, necessari per la ricostruzione e la ripresa economica. Infine Chiodi proporrà l'allargamento del beneficio della sospensione fiscale, per la quale è prevista una proroga al 15 dicembre limitatamente ai lavoratori autonomi e alle piccole imprese con volume d'affari inferiore a duecentomila euro. Il clima è di grande tensione. Il senatore dell'Idv, Alfonso Mascitelli, ha attaccato: «È ora che il Parlamento torni ad occuparsi dell'Aquila e il Governo ad avere l'obbligo di rispettare le leggi». Il riferimento è alla mancata comunicazione annuale al Parlamento sullo stato di avanzamento della ricostruzione. Mascitelli ha definito «vergognosa» l'eventuale ripresa del pagamento dei tributi. Anche il vice presidente del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, è andato giù duro: «I soldi della Cassa depositi e prestiti sono veri o derivano da quote che originano dal credito d'imposta, cioè da chiacchiere? I soldi del Cipe sono spendibili realmente o no? Le macerie le sposteranno davvero o no? Le tasse e i mutui per le categorie più deboli le teniamo sospese o no? La zona franca urbana resta come noi l'abbiamo chiesta e ottenuta o no? Siamo montanari, ma non fessi: sono queste le risposte che vogliamo da Berlusconi e Tremonti». Preoccupata anche la Uil: «Il rischio da scongiurare è che, dopo il primo anno in cui si è fronteggiata l'emergenza, si affievolisca la spinta alla ricostruzione. È urgente che si definisca con il Governo il quadro delle risorse». Il Prc ha definito «clamoroso» l'atteggiamento del Governo: «Di fronte a questa incredibile umiliazione che si va configurando di giorno in giorno sorprende non poco il silenzio assordante degli aquilani in Consiglio regionale». L'assessore provinciale alla Ricostruzione, Mimmo Srour, va controcorrente: «Rinneghiamo persino l'aiuto per ben 29 volte ci è stato riconfermato dal primo ministro, un fatto mai verificatosi nella storia della Nazione. Credo che sia arrivato il momento di dimostrare che abbiamo cominciato a camminare con le nostre gambe».